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Gli Omega 3: antinfiammatori universali

I famosi Omega 3, acidi grassi polinsaturi dalle numerose proprietà benefiche per la salute, non hanno bisogno di presentazioni. Ma ciò che si sa meno è che questi composti permettono di prevenire un certo numero di problemi, il cui denominatore comune è l'infiammazione.

Gli omega 3 antinfiammatori
© Getty Images

Gli acidi grassi polinsaturi (AGPI) sono gli Omega 3 e 6. Sono essenziali perché indispensabili alla costruzione delle membrane cellulari e non possono essere sintetizzati dall'organismo. Devono quindi obbligatoriamente provenire dall'alimentazione. 

Omega 3: il giusto equilibrio

Questi acidi grassi Omega, 3 o 6, non sono tuttavia equivalenti. Gli acidi grassi Omega 6 servono in particolare a produrre degli eicosanoidi (principalmente prostaglandine e leucotrieni), una sorta di "messaggeri" cellulari con effetti vasocostrittori e pro-infiammatori. Gli Omega 3, invece, tramite reazioni a cascata, provocano la liberazione di sostanze antinfiammatorie. Ma gli enzimi utilizzati dagli Omega 3 e dagli Omega 6 sono gli stessi. I 2 acidi grassi sono quindi in competizione.

Risultato: la presenza di un eccesso di Omega 6 (facilmente presenti negli alimenti) "soffoca" i benefici degli Omega 3. Per questo motivo l'Afssa (Agence française de sécurité sanitaire des aliments, Agenzia francese di sicurezza sanitaria degli alimenti) ha raccomandato, per una regolazione favorevole delle risposte infiammatorie e immunitarie, un rapporto Omega 6 su Omega 3 idealmente uguale a 5. Siamo quasi tutti lontani da questo rapporto ideale poiché consumiamo oggi almeno 15 volte più Omega 6 che Omega 3...

A titolo informativo, le carni, i cereali e l'olio di girasole o di mais contengono Omega 6, mentre i pesci grassi e gli oli di colza o di noce gli Omega 3.

Contrastare le malattie infiammatorie con gli Omega 3

Ma perché è così importante combattere l'infiammazione? Semplicemente perché è implicata in numerose malattie. L'infiammazione è presente nel cervello di un paziente colpito dal morbo di Alzheimer, nell'ambito delle lesioni psoriasiche, nell'intestino di una persona che soffre del morbo di Crohn (una malattia cronica infiammatoria), su articolazioni che invecchiano, nei problemi cardiovascolari, ecc.

Gli Omega 3, combattendo questo processo infiammatorio, svolgono dunque un ruolo importante. È tra l'altro per le malattie cardiovascolari (dove si osserva un'infiammazione della parete delle arterie) e, in particolare, nella prevenzione secondaria di un infarto del miocardio, che gli Omega 3 hanno dato per la prima volta prova della loro efficacia. Il rischio di un nuovo infarto si riduce della metà se si mangia 2 volte alla settimana del pesce grasso, e il rischio di morte istantanea è di 5 volte inferiore. Questo beneficio è identico in qualunque Paese, quindi indipendentemente dalla genetica dell'individuo.

Si è inoltre osservato che mangiare del pesce grasso almeno 2 o 3 volte alla settimana permette di ridurre della metà il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer. Tuttavia, va riconosciuto che gli effetti degli Omega 3 sono più difficili da mettere in evidenza per la psoriasi, il morbo di Crohn e per le malattie osteoarticolari, poiché in questi casi esistono grandi differenze a seconda della nazionalità dei soggetti.

Nell'attesa di studi di intervento (più attendibili dal punto di vista scientifico), è prematuro consigliare gli Omega 3 come rimedio universale per tutte le infiammazioni. È comunque evidente che gli apporti sufficienti di Omega 3 sono una delle chiavi per preservare il proprio stato di salute!

Dr.ssa Brigitte Blond

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27/12/2012
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