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Omega 3 per l’equilibrio emozionale

I benefici degli omega 3 per il corpo non sono più da dimostrare: essi permettono di combattere lo stress, l’ansia e persino la depressione. È questa la tesi sostenuta dal dottor David Servan-Schreiber. Intervistato da Doctissimo, è tornato sui legami esistenti tra acidi grassi ed equilibrio emozionale.

Omega 3 e equilibrio emozionale
© Getty Images

Doctissimo: Lei è un grande sostenitore dell’utilizzo degli omega 3 per mantenere un buon equilibrio emozionale.Ci può dire qualcosa di più a riguardo?

Dott. Servan-Schreiber: non lo si conoscemolto bene ancora, ma gli omega 3 hanno davvero un effetto benefico sull’equilibrio emozionale e su numerosi disturbi dell’umore. Le carenze legateall’alimentazione nelle nostre società occidentali, del resto, sono di certo in parte responsabili dell’aumento del numero di depressioni. Molti studi d’intervento hanno dimostrato che un’integrazione di acidi grassi omega 3 permette di combattere i disturbi maniaco-depressivi, la depressione… Gli omega 3 consentono diripristinare l’equilibrio emozionale che si scompone in quattro assi: ottimismo, cioè la capacità di affrontare le cose in maniera positiva, serenità o capacità di attraversare le difficoltà con calma, energia, che denota la capacità di impegnarsi e infine concentrazione, che significa focalizzare la mente sui compiti da svolgere. Se si è bravi in questi quattro campi, vuol dire che il nostro equilibrio emozionale è ottimale. Gli omega 3 sono fondamentali per questo equilibrio.

 

Doctissimo: Un’integrazione di omega 3 si è dimostrata efficace per disturbi come la depressione?

Dott. Servan-Schreiber: Dobbiamo ancora approfondire le conoscenze sui legami tra omega 3 e umore: i primi studi sulla loro azione risalgono al 1999.Tuttavia sono stati effettuati numerosi studi sugli animali, soprattutto in Francia. Questi hanno dimostrato, senza possibilità di equivoci, che una mancanza di omega 3 provoca più inibizione, aggressività… Un omega 3 in particolare, l'EPA, sembra sostenere le emozioni positive. Secondo me, in caso di depressione, prima di qualsiasi altro trattamento, bisognerebbe prendere in considerazione un’integrazione di omega 3.A meno che non si abbiano tendenze suicide per cui è necessario fare ricorso ai farmaci.

 

Doctissimo: Esistono rischi di sovradosaggio?

Dott. Servan-Schreiber: Gli omega 3 hanno un effetto simile a quello dell’aspirina sul sangue: facilitano la fluidificazione. Per questa ragione l’OMS consiglia di non superare gli 8 gal giorno. Ma bisognerebbe davvero consumare una gran quantità di alimenti ricchi di omega 3 per arrivare a questa dose!In ogni caso, le persone che assumono farmaci anticoagulanti devono chiedereconsiglio al loro medico, soprattutto se stanno pensando a eventuali integratori. Lo stesso vale in caso di gravidanza o per i bambini, è sempre meglio chiedere al proprio medico di fiducia.

 

Doctissimo: Pensa che gli integratori alimentari di omega 3 siano utili?

Dott. Servan-Schreiber: La nostra alimentazione è spesso carente di omega 3, assumere integratori alimentari può quindi essere benefico, soprattutto se contengono EPA, il più efficace sull’umore.Ho messo a punto un test che consente di misurare il proprio equilibrio emozionale. Io consiglio di effettuare il test e poi assumere un integratore per almeno tre mesi.Rifacendo il test, si potranno valutare gli effetti dell’integrazione.

 

Doctissimo: Oltre a un’eventuale integrazione, cosa consiglierebbe per migliorare gli apporti di omega 3?

Dott. Servan-Schreiber: Bisogna consumare più alimenti ricchi di acidi grassi omega 3, soprattutto pesce. Attenzione, però, è necessario privilegiare i pesci piccoli, meno suscettibili di essere contaminati dalle tossine e da altri metalli pesanti.Inoltre è importanteprivilegiare le fonti vegetali, come le verdure a foglia verde. Una fonte interessante è la portulaca, una sorta di crescione che purtroppo non è di facile reperibilità.

Un’iniziativa interessante è il cibo per animali contenenti semi di lino, molto ricchi di omega 3. Ciò consente di produrre uova, carne o prodotti derivati dal latte che contengono una consistente quantità di omega 3. Infine, bisogna anche diminuire gli apporti di omega 6 e di grassi saturi, contenuti soprattutto nelle fritture.

Intervista di Alain Sousa

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08/10/2012

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