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Ramadan, alimentazione e salute

L’islam è una delle religioni più diffuse in Italia. Un periodo di particolare importanza per tutti i praticanti è il Ramadan, che dura un mese. Chi fa il Ramadan? Per il milione circa di musulmani residenti in Italia, il Ramadan costituisce uno dei cinque pilastri dell’Islam, insieme alla professione di fede, la preghiera, l’elemosina e il pellegrinaggio alla Mecca. Serve a commemorare la rivelazione del Corano al profeta Maometto.

Digiuno e ramadan
© Getty Images

Ramadan: dal tramonto all'alba

Il Ramadan dura un mese e corrisponde al 9° mese del calendario lunare. In pratica, sin dal sorgere del sole, la persona deve astenersi dal:
• Mangiare
• Bere
• Fumare
• Avere rapporti sessuali
La sera, la rottura del digiuno ha un carattere sociale forte. Familiari, amici, vicini… i praticanti s’invitano tra di loro la sera per mangiare insieme. Da notare che, per facilitare l’adattamento a questo nuovo ritmo, nei Paesi musulmani ci si organizza, soprattutto per quanto riguarda gli orari di lavoro.

Alla fine del Ramadan, si fa una grande festa: l’Aid Al Fitr, che è soprattutto l’occasione per gustare delle prelibatezze.

Ramadan: chi può digiunare?

In teoria, questo digiuno non pone nessun problema per i soggetti sani e del resto è tollerato benissimo dai milioni di musulmani che lo praticano. Occorrono circa dieci giorni perché l’organismo si abitui al nuovo ritmo dei pasti. Tra le conseguenze più osservate ci sono un sonno più corto e frazionato e un leggero calo delle performance.

Ma ci può essere anche qualche controindicazione medica al Ramadan, e in tal caso bisogna specificare che la pratica del digiuno è vietata dall’Islam. Pertanto, in presenza di problemi di diabete non compensato, di un’insufficienza cardiaca, di una gravidanza a rischio, ecc., i praticanti sono autorizzati a non fare il Ramadan (a questo proposito leggi il nostro articolo Come conciliare Ramadan e salute?). La stessa cosa vale se la persona è malata durante il periodo di Ramadan, può esentarsi dal seguirlo, a condizione di “recuperare” successivamente. Inoltre, i bambini ne sono esclusi: il Ramadan si osserva a partire dall’adolescenza.

In ogni caso, se hai una malattia grave o cronica, se hai più di 65 anni, o se sei incinta, prima di iniziare un digiuno, chiedi consiglio al tuo medico.

Come conciliare Ramadan e salute?

Doctissimo: Tutti possono praticare il Ramadan?

Dott. Assad: Il Ramadan è un digiuno corto perché inizia tutti i giorni all’alba e termina quando il sole tramonta, per un mese. In genere non è pericoloso per la salute dei praticanti. Piuttosto sono da temere i pasti durante la rottura del digiuno, festosi e familiari. Molte persone aumentano di peso in questo periodo! E spesso vedo diabetici ricoverati dopo il Ramadan non a causa delle restrizioni alimentari, ma per quei pasti troppo abbondanti! L’importante è non eccedere durante la rottura del digiuno.

Doctissimo: Ci sono controindicazioni alla pratica del digiuno del Ramadan?

Dott. Assad: Sì, ce ne sono: per i diabetici insulino-dipendenti e per quelli non compensati, per chi ha problemi di insufficienza renale, di malattie cardiache... e in presenza di tutte quelle patologie che non possono affrontare un digiuno, anche breve. Naturalmente, in caso di malattia (influenza, diarrea...) o di ricovero, non bisogna iniziare il Ramadan.

Doctissimo: I diabetici possono fare il Ramadan?

Dott. Assad: Le persone con diabete non insulino-dipendenti, curati con antidiabetici per via orale, possono fare normalmente il Ramadan. Tuttavia, quelli con un diabete di tipo 2 trattati con sulfamidici devono regolare la posologia e far controllare in maniera più sistematica il loro livello glicemico. Devono chiedere consiglio al loro medico. I diabetici curati con l’insulina devono obbligatoriamente consultare il loro diabetologo. Quest’ultimo potrà prevedere un protocollo d’insulinoterapia funzionale. I rischi principali per i diabetici sono gli eccessi durante la rottura del digiuno e il non adattamento della loro cura antidiabetica in questo periodo di digiuno.

Doctissimo: Si può fare il Ramadan in gravidanza?

Dott. Assad: Personalmente sconsiglio alle donne incinte di praticare il digiuno del Ramadan. Ritengo che non sia il caso di incoraggiarle in questo periodo. Comunque, per coloro che vogliono farlo a tutti i costi, è necessaria una maggiore sorveglianza medica.

Doctissimo: Cosa consiglierebbe alle persone che fanno il Ramadan per aiutarle a seguire un’alimentazione equilibrata?

Dott. Assad: Innanzitutto la mattina, prima che sorga il sole, bisogna fare una ricca colazione. Per quanto riguarda la rottura del digiuno la sera, è fondamentale suddividere l’assunzione dei pasti. Consiglio di fare un pasto non troppo abbondante al momento della rottura del digiuno e un altro tre ore dopo. È importante provare a rispettare i tre pasti durante le 24 ore ed evitare gli eccessi...

Ramadan in gravidanza e allattamento

Da un punto di vista strettamente teologico, la gravidanza in sé non rappresenta una controindicazione nel seguire il digiuno. Tuttavia, le donne incinte e quelle che allattano, così come le persone malate, non sono tenute a seguire il digiuno se temono che quest’ultimo possa nuocere alla loro salute o a quella del nascituro. Invece, per quanto riguarda il «recupero», le opinioni sono divergenti.

Per alcuni, la donna incinta deve rimandare il digiuno a un altro mese dell’anno per recuperare i giorni in cui non ha digiunato. Per altri, deve nutrire una persona bisognosa per ogni giorno perso, come opera di carità. Infine, alcuni ritengono che debba sia recuperare i giorni di non digiuno che nutrire un bisognoso. Impossibile dettare una qualsiasi regola di comportamento, la questione è prima di tutto personale e la cosa migliore, se sei praticante, è di parlarne con la tua famiglia o al capo religioso di cui ti fidi.

Sul piano medico, il dott. Alain Delabos, nutrizionista e inventore della crononutrizione, precisa che no, “nella maggior parte dei casi, non esistono controindicazioni mediche, a meno che il periodo di digiuno sia troppo lungo e rischi di provocare una disidratazione, pericolosa per il feto. Esistono però disturbi metabolici necessitanti di cure che obbligano a una o più assunzioni di medicinali durante il periodo di digiuno, oppure può esserci uno stato di problemi digestivi che richiede un’alimentazione frazionata, in cui il digiuno è controindicato”. Ad ogni modo, prima di iniziare, devi obbligatoriamente discuterne con il tuo medico curante. Ben praticato, comunque, il digiuno non dovrebbe avere nessuna conseguenza né sulla salute della donna incinta né su quella del bambino.

Anche se il tuo medico ti ha dato il suo consenso per seguire questo digiuno, non puoi fare di testa tua. Ecco alcuni consigli per alimentarti bene:

• Il primo pasto, quello della rottura del digiuno, la sera. Il suo principio è quello di poter calmare la sensazione di sete e di fame. Deve essere composto da alimenti zuccherati in modo da nutrire rapidamente l’organismo e recuperare dalla giornata. In genere si compone di datteri, noci e bevande calde (di solito tè o caffè e/o una zuppa), necessari per reidratare il corpo. Questo pasto non deve essere troppo pesante, tanto più che poco dopo segue la cena, il secondo pasto.

• Il secondo pasto, la “cena”, che segue di 2 o 3 ore la rottura del digiuno. Anche questo non deve essere un pasto troppo pesante perché gli alimenti assunti saranno accumulati e non assimilati dall’organismo. Del resto, se è troppo copioso, non avrai fame al risveglio e sarai tentata di saltare la colazione, un errore assolutamente da evitare. Invece del couscous e delle tajine, opta per una minestra, per della carne bianca o del pesce con contorno di verdure e farinacei.

• Il terzo pasto, la “colazione” che precede il digiuno. Se c’è un pasto che non bisogna saltare è proprio questo. Esso infatti consente all’organismo di fare scorta di energia per potervi attingere al bisogno durante la giornata. Durante questo pasto è permesso tutto o quasi: formaggi, carne, carboidrati, zuccheri semplici, minestre... Fai soprattutto attenzione a idratare il corpo in modo da costituire delle riserve di acqua. Il rischio più importante, infatti, è quello della disidratazione, da evitare nel modo più assoluto.

Se sei preoccupata, interrompi il digiuno. Se lavori, cerca di parlare con il tuo datore di lavoro in modo da organizzare i tuoi orari. Se possibile, può essere salutare per te fare delle sieste durante la giornata, per riposarti. Le varie faccende domestiche non dovrebbero essere compito tuo, non esitare a chiedere un aiuto.

Più in generale, tra digiuno e gravidanza, evita le attività fisiche che possono stancarti e farti venire sete, soprattutto se il mese di Ramadan cade in estate, periodo in cui fa caldo e in cui le giornate sono particolarmente lunghe.

Ricorda che se fai fatica a resistere e hai sintomi come nausea, vertigini, visione offuscata o altri ancora, puoi interrompere il digiuno e avvisare il medico. Se senti che la tua salute o quella del feto è in pericolo, puoi rompere il digiuno. Tutti questi consigli valgono anche per le donne che allattano. In ogni caso, chiedi consiglio al tuo medico per attraversare questo periodo nel migliore dei modi.

Ramadan: 10 consigli per proteggere la tua salute

  1. L’idratazione deve essere la parola d’ordine di questo periodo di ramadan. Non appena si può interrompere il digiuno, i praticanti devono bere in grande quantità. Inoltre non bisogna dimenticare di idratarsi appena prima di riprendere a digiunare.
  2. Per quanto riguarda l’alimentazione, durante la rottura del digiuno, è meglio privilegiare un’alimentazione sana e non buttarsi su dolciumi e pasticcini che, anche in grande quantità, non placheranno la fame e disturberanno l’organismo.
  3. La rottura del digiuno non deve essere sinonimo di pasto abbondante. Un pasto copioso non solo sarebbe dannoso per l’organismo, ma potrebbe anche favorire disturbi del sonno.
  4. Prima di ripartire per una giornata di digiuno, si raccomanda di consumare la frutta per via del suo apporto di vitamine e soprattutto di zuccheri lenti, ma anche semola e cereali, in modo da resistere per tutta la giornata. In ogni caso, è importante mangiare bene prima dell’alba, per tener duro durante il giorno.
  5. Anche se il digiuno si estende dall’alba al tramonto, i praticanti devono comunque cercare di fare tre pasti nel corso della giornata: il primo prima che sorga il sole, il secondo alla rottura del digiuno e il terzo qualche ora dopo (circa due o tre ore più tardi).
  6. Se possibile, sarebbe utile fare una siesta nel primo pomeriggio. L’estate invita ancora di più gli utenti a iniziare questa pratica, in modo da consentire il recupero delle forze per il resto della giornata.
  7. Il mese di agosto rischia di essere molto caldo. Si consiglia pertanto di evitare il sole e il calore durante il mese del ramadan. Occorre preferire le stanze fresche quando si è all’interno e l’ombra quando si è all’esterno, in modo da non affaticarsi troppo rapidamente.
  8. Anche se il periodo del ramadan non provoca nessuna conseguenza maggiore sulla salute dei praticanti, è importante ridurre al massimo gli sforzi fisici. Gli sportivi, in particolare, devono fare molta attenzione a non strafare durante il mese di ramadan.
  9. Le persone affette da diabete sono invitate a tenere regolarmente sotto controllo il loro tasso di glicemia, a idratarsi in abbondanza e a evitare i dolciumi per ridurre i rischi sanitari legati a questo periodo di digiuno.
  10. Le persone deboli che desiderano fare il ramadan, vale a dire donne incinte, persone anziane o persone affette da ipertensione o asma, sono invitate a consultare il loro medico di fiducia al minimo segnale anomalo. Per una maggiore sicurezza, è consigliabile recarsi dal proprio medico prima e dopo il ramadan. 

Relaxnews
Yamina Saïdj
Louis Asana
Alain Sousa

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12/07/2013
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