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Videogiochi: è allarme obesità

Esercitano un grande fascino su un pubblico molto vasto, bambini, adolescenti, giovani, tutti accomunati dalla stessa passione. Quale? Giocare con i videogiochi. Molti si dichiarano giocatori abituali, altri occasionali, ma un recente studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition lancia l’allarme. Giocare con un videogioco prima di un pasto potrebbe avere ripercussioni sulla salute. Di cosa si tratta? Te lo spiega Doctissimo.

Videogiochi e obesità
© Getty Images

I “sedentari”, ovvero coloro che dichiarano di non praticare sport né attività fisica, sono oltre 21 milioni e 400 mila, pari al 38,4% della popolazione italiana (1). Tra le motivazione per cui non si pratica sport vi è la mancanza di tempo (il 40,6%), segue quella di interesse (29,7%), l’età (24,7%), la  stanchezza/pigrizia (13,5%) e i motivi di salute (13,2%).

Ma il dato più sconcertante viene dalle statistiche recenti, la sedentarietà, infatti, non riguarderebbe solo gli adulti, ma interessa anche e soprattutto i bambini. Sul banco degli imputati l’uso improprio dei videogiochi. Bambini davanti a uno schermo, bambini intelligenti sì, ma sempre più pigri.

Bambini moderni

I bambini di oggi sono molto diversi dai bambini di un decennio fa; non conoscono più i giochi che hanno divertito intere generazioni, quelli che andavano fatti per strada con i coetanei. Calciare un pallone, rincorrersi al nascondino. Che i giochi possano passare di moda, è naturale; ma oggi è la società ad essere cambiata.

I bambini non hanno le stesse libertà di una volta. I genitori moderni, impegnati e spesso fuori casa, preferiscono sapere i figli al sicuro, magari davanti a uno schermo, piuttosto che in strada con i pericoli che essa comporta. Largo a videogiochi sempre più costosi e multimediali che diventano fedeli compagni dei figli, ideali se in compagnia, ottimi da soli, a discapito della socializzazione, importantissima specie nei primi anni di vita.

Videogiochi e obesità secondo lo studio americano

Pasti più calorici dopo aver giocato con un videogioco o guardato la televisione? È quanto sostiene uno studio guidato da Jean-Phille Chaput del Children’s Hospital of Eastern Ontario di Ottawa (Canada) e pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. Dallo studio, condotto su 22 adolescenti di sesso maschile normopeso tra i 15 ei 19 anni che hanno utilizzato regolarmente, per tutta la durata della ricerca, un videogioco di calcio, emerge che l’assunzione di energia dei partecipati durante i pasti cambiava a seconda dell’utilizzo o meno dei videogiochi prima di sedersi a tavola.

Così ne risulta che i ragazzi che trascorrono prima di pranzo un’ora davanti allo schermo per giocare o guardare la tv, tendono a stimolare la produzione degli ormoni dell’appetito e di conseguenza consumerebbero un pasto più consistente, circa 163 calorie in più rispetto all’apporto calorico dei coetanei che trascorrono la stessa ora in relax. Il maggior apporto calorico è una sorta di conseguenza dello stress cui sono sottoposti i ragazzi che giocano, uno stress che innescherebbe il bisogno di mandare al cervello zuccheri e grassi che poi non vengono smaltiti a causa della mancata attività motoria.

Il videogioco, sottraendo ore allo sport, provocherebbe un aumento sostanziale del peso corporeo, determinando sovrappeso e obesità. L’attività motoria è, infatti, fondamentale per la corretta salute psico-fisica della persona.

Videogiochi e sport: binomio possibile?

Degli effetti nefasti sulla salute dei ragazzi causati dall’uso improprio e prolungato dei videogiochi se ne sono accorti anche i produttori dei videogiochi. Ecco che l’ultima generazione di videogiochi punta sulla novità: associare tecnologia e sport. Diventa possibile interagire con lo schermo, si può ballare, suonare la chitarra e la batteria, improvvisarsi membri di una band, trovarsi in una cascata o in una pista di formula uno, essere catapultati in un torneo di Wimbledon con tanto di racchetta in mano.

Se da una parte è vero che il ragazzo consuma calorie perché effettivamente compie gesti che richiedono un dispendio energetico, dall’altra resta il fatto che tale attività non sia sufficiente a scongiurare il pericolo obesità. Se il ragazzo è troppo pigro per giocare in strada, in un campetto o in palestra, il videogioco che coniuga attività ludica e sport rappresenta comunque una valida alternativa, ma non la soluzione definitiva al problema.

Guerra al cibo spazzatura

È importante che gli adulti non riempiano le credenze con “cibo spazzatura” perché nonostante non si avverti il senso di fame, il bambino è portato a consumare più zuccheri semplici presenti nelle merendine e i cibi grassi come le patatine fritte, a ingurgitare snack e bere bibite gassate, specie fuori orario. I genitori devono essere molto attenti e cercare di trasmettere ai propri figli le buone e corrette abitudini alimentari, a costo di passare per severi, ma in futuro saranno proprio i figli a ringraziarli.

L’aspetto positivo dell’utilizzo dei videogiochi di ultima generazione è che nell’interazione con giochi dedicati allo sport -se non altro- si contribuirà ad abbassare la percentuale di persone sedentarie (3).

Fonti
Istat - Istituto nazionale di statistica. “Pratica sportiva, attività fisica e sedentarietà”. Novità  editoriali, periodo di riferimento: Anno 2000. Diffuso il: 17 dicembre 2002.
Jean- Phille Chaput, Video game playing promotes overconsumption food in adolescents
Ylenia Brafa, dottoressa in Dietistica.

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20/07/2011
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