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La dieta del minestrone

Nell’eterna lotta contro i rotolini di grasso si sa che le verdure sono un alleato insostituibile per la loro capacità di riempire lo stomaco con un basso apporto calorico. La dieta del minestrone sfrutta proprio le proprietà delle verdure per permetterci di ritrovare una perfetta silhouette in appena 7 giorni. Ma la dieta del minestrone funziona davvero? E soprattutto come si fa? Scopri con Doctissimo i pro e contro di questa dieta, quanti chili si possono perdere e come seguirla.

La dieta del minestrone
© Getty Images

I pro e i contro della dieta del minestrone

Nata negli Stati Uniti, la dieta del minestrone consente di perdere fino a 5 chili in soli 7 giorni e di liberare l’organismo dalle tossine. Grazie al suo potere purificante, quindi, non garantisce solo la perdita di peso, ma anche una pelle più luminosa e un maggior benessere dell’organismo.

Altro pregio della dieta del minestrone è quello di poter essere seguita anche in estate. Se le nonne ce l’hanno tramandato come piatto tipicamente invernale, il minestrone può essere preparato anche in estate e poi messo a freddare in frigorifero per essere mangiato come fosse una variante del gazpacho. La dieta del minestrone, però, non ha solo dei pro ma anche dei contro. Essendo una dieta non equilibrata e a basso apporto proteico, può essere seguita solo per brevi periodi di tempo, in genere non più di 15 giorni, per evitare che, invece che bruciare grassi, ci sia perdita di muscoli e il metabolismo rallenti.

Stessa ragione per cui è consigliato aspettare circa 3 mesi prima di ricominciare con una nuova settimana a base di minestrone. Nell'ambito di qualsiasi dieta dimagrante è infatti fondamentale rispettare i canonici comportamenti corretti per un'alimentazione dietetica.

È innegabile che la sua immediata azione disintossicante apporti numerosi benefici all'organismo, tuttavia essa può provocare alcuni fastidi, come mal di testa, aumento della sudorazione e della minzione. È preferibile, infatti, far coincidere i primi 2 –3 giorni della dieta del minestrone con dei giorni non lavorativi, come il week-end, così che la dieta non interferisca con le normali attività quotidiane.

Infine, come molte diete dal risultato veloce, bisogna fare attenzione a non riprendere i chili persi quando si torna alla normale alimentazione. Nei giorni successivi, quindi, è bene tenere sotto controllo le porzioni durante i pasti e praticare un’attività fisica, anche leggera, come una bella e lunga passeggiata al parco. Se si soffre di alcune patologie, come diabete e problemi renali, la dieta del minestrone è sconsigliata, per cui è meglio consultare il proprio medico prima di iniziare con questo regime alimentare.

In che cosa consiste la dieta del minestrone

Come facilmente intuibile dal nome, l’ingrediente principe di questa dieta è il minestrone, accompagnato, i primi quattro giorni, solo da altre verdure. Gli ultimi tre giorni, invece, vengono introdotte anche carni magre, come il pollo e il pesce, nonché il riso. Il minestrone è un piatto molto semplice da preparare e ha il pregio di poter esser conservato in frigorifero così da poterlo poi usare anche per cena.

La sua ricetta tradizionale prevede di iniziare con un po’ di cipolla imbiondita nell’olio, in cui poi versare l’acqua e le verdure. In genere vengono usate zucchine, carote, patate, fagiolini, cavolfiore e piselli, ma si può anche variare aggiungendo, ad esempio, la zucca o togliendo uno di questi ingredienti se non è in linea con i propri gusti. L’importante è evitare di aggiungere la pancetta e di far soffriggere la cipolla, per non correre il rischio di far diventare il minestrone più calorico di un piatto di pasta.

Se non si ha il tempo di pulire le verdure si può anche usare il minestrone congelato, facendo attenzione che non contenga grassi aggiunti. Fondamentale durante la dieta è bere molta acqua, meglio se oligominerale, per aiutare l’organismo a eliminare le tossine.

La dieta del minestrone funziona davvero?

Per verificare che la dieta del minestrone funzioni, bisogna pesarsi il primo giorno in cui si inizia la dieta e poi controllare nuovamente il peso, alla stessa ora, del quarto giorno: se si è perso tra i due e tre chili la dieta è correttamente eseguita. Se si sono persi meno chili vuol dire che non si è stati attenti con i condimenti o si ci è concesso qualche “sgarro”. Se invece i chili persi sono di più, è bene alzare leggermente l’apporto energetico della dieta, aggiungendo un paio di fette biscottate a colazione o una piccola quantità di riso durante il pranzo.

Giuditta Danzi

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06/02/2014

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