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Le proprietà dimagranti del caffè verde

Il caffè non torrefatto, o caffè verde, presenta una composizione nutrizionale specifica che sta suscitando l’attenzione dei ricercatori. Sebbene possa probabilmente contribuire in modo blando alla perdita di peso, il suo consumo deve rimanere moderato in quanto molto ricco di caffeina.

Il caffè verde
© Getty Images

Dopo il tè verde, tocca al caffè verde, ingrediente faro degli integratori alimentari per dimagrire. I suoi sostenitori gli attribuiscono molteplici virtù: aiuterebbe a dimagrire rimanendo in forma, proteggerebbe dal diabete e dalla steatosi epatica ed è ormai oggetto di ricerche e di numerose pubblicazioni scientifiche.

Cos’è il caffè verde?

Si tratta di caffè non torrefatto. Quando li si estrae dai frutti della pianta di caffè (bacche di colore rosso simili alle ciliegie), i chicchi di caffè sono verdi. Cambiano colore durante la torrefazione, operazione che ha lo scopo di svilupparne gli aromi. Dopo essere stati portati a forte temperatura (fino a 230° C°), i chicchi escono marrone scuro, così come siamo abituati a vederli. In seguiti, per poterne bere l'estratto, bisogna solo macinarli.

La torrefazione modifica la composizione dei chicchi di caffè. Riduce la quantità di caffeina e, soprattutto, di polifenoli, di acido clorogenico, caffeico e quinico. Rispetto al caffè torrefatto, il caffè verde racchiude da 2 a 4 volte di più (se non oltre) questi composti dalle virtù antiossidanti e antifiammatorie (1,2). I polifenoli, che permettono ai vegetali di difendersi contro aggressori di vario genere (insetti, roditori…) sembrano avere molti effetti benefici sulla salute umana. Da qualche tempo sono oggetto di una vera e propria attrazione da parte dei ricercatori. Con i suoi polifenoli specifici, il caffè verde non fa eccezione alla regola…

Il caffè verde è efficace contro la stanchezza?

Ricco di caffeina, il caffè verde è uno stimolante. La caffeina mantiene svegli e aiuta a concentrarsi. Il rovescio della medaglia è che, se assunta in eccesso, crea difficoltà ad addormentarsi, nuoce alla qualità del sonno e può provocare ansia. Accelera il ritmo cardiaco e aumenta leggermente la tensione arteriosa(3). Anche se ognuno ha la sua sensibilità, e smaltisce la caffeina più o meno rapidamente, occorre limitarne l’assunzione a 400 mg al giorno (2 tazze medie da 150 ml di caffè verde), ma anche a 200 mg per le donne incinte o che allattano e per le persone con problemi cardiaci. Non dimentichiamo che contengono caffeina anche il tè, il cacao, le bevande a base di soda, le cole e le bevande energetiche… e che, per prevenire la stanchezza, bisogna iniziare con il dormire a sufficienza!

Il caffè verde va bene per il fegato?

L’aumento del sovrappeso e dell’obesità nel mondo si associa spesso a un’infiammazione della steatosi epatica non alcolica (o “fegato grasso”). Gli eccessi alimentari di grassi saturi e di zuccheri conducono a un accumulo di grassi nel fegato (trigliceridi), che negli anni può complicarsi e portare alla cirrosi. La steatosi epatica soggiace anche all’insulino-resistenza (l’insulina diventa meno efficace per regolare la glicemia) che può sfociare nello sviluppo del diabete di tipo 2. Il caffè sembra avere un effetto preventivo nella steatosi e nell’infiammazione epatica. Non si conoscono tutti i meccanismi. Studi “in vitro” (effettuati su cellule in laboratorio) e sui topi suggeriscono che l’acido clorogenico protegga il fegato dai danni di una dieta squilibrata(4). Altre componenti del caffè – verde o torrefatto –, come il cafestol e il kahweol, pare stimolino gli enzimi di disintossicazione del fegato, che contribuiscono a proteggerlo (4,5).

Aiuta a proteggere dal diabete?

Da una decina di anni a questa parte, diversi studi epidemiologici, suggeriscono l’interesse del caffè nella prevenzione del diabete di tipo 2. Ma questo effetto lo si può osservare solo se assunto in forti dosi, dalle 6 alle 7 tazze al giorno… cosa certo non consigliabile! L’effetto benefico del caffè appare legato ai suoi polifenoli, in particolare all’acido clorogenico: attraverso un’azione sugli ormoni secretati dal tubo digestivo, ridurrebbe l’assimilazione del glucosio (zucchero)(2). Allo stato attuale delle conoscenze, la prevenzione migliore del diabete consiste nell’associare attività fisica regolare a pasti equilibrati.

Il caffè verde è un alleato della dieta?

Sappiamo ormai da molto tempo che la caffeina favorisce la combustione della riserva dei grassi… a condizione di praticare un esercizio poco dopo averlo ingerito (per lungo tempo la caffeina ha fatto parte dell’elenco dei prodotti dopanti vietati agli sportivi livello professionistico!). Inoltre aumenta leggermente il metabolismo, fa consumare, cioè, un po’ più di calorie all’organismo. Più di recente si è scoperto che l’acido clorogenico ha più o meno gli stessi effetti, tanto che alcuni industriali hanno messo a punto lo Svetol®, un estratto decaffeinato verde pronto a essere incorporato in integratori alimentari destinati a favorire il dimagrimento.

Sono stati condotti vari studi con il caffè verde (decaffeinato o meno) su persone in sovrappeso o obese, con l’obiettivo di ottenere una perdita di peso e/o una diminuzione della massa grassa(6). Ci si può fidare di questi studi? Una recente meta-analisi, che ha passato al vaglio gli studi esistenti, consente di capirlo: i test mancano spesso di rigore scientifico e vengono eseguiti su un numero troppo ridotto di volontari(7). Uno studio favorevole al caffè verde pubblicato nel 2012 nella rivista: “Diabetes, Met Synd Obes” è stato inoltre ritirato dalla versione online il 16 ottobre 2014(8)! Gli autori della meta-analisi concludono tuttavia che il caffè verde ha probabilmente un effetto modesto sulla perdita di peso.

Sotto quale forma consumarlo?

Hai qualche chilo di troppo e vuoi provare comunque? Perché no. Prendi però alcune precauzioni.

- Il caffè verde si vende in chicchi che si consiglia di lasciar macerare in acqua fredda per una notte. Evidentemente, niente a che vedere con il sapore del caffè torrefatto! Limitati a 2 tazze al giorno nella prima parte della giornata. Non accumularlo ad altre bevande contenenti caffeina.

- Nel 2009 la Nestlé ha lanciato una miscela solubile composta al 35% di caffè verde e al 65% di caffè torrefatto (si trova nel reparto caffè): un buon compromesso che mette insieme un gusto piacevole e la promessa di fornire “polifenoli da 2 a 3 volte in più rispetto a un caffè torrefatto”. Non superare le 3 tazze al giorno.

- Il caffè verde si trova anche nel reparto di dietetica, in bustine o stick singoli istantanei, a volte associati a del caffè solubile torrefatto. Rispetta la dose raccomandata, ovvero da 2 a 3 bustine al giorno.

- Molti integratori alimentari (in gellule, capsule, ecc.) contengono estratti di caffè verde. Non andare oltre le dosi e la durata di trattamento indicati. E non associarli ad altri integratori alimentari “per la linea” o “per il tono” che potrebbero contenere caffeina tra i loro ingredienti, magari nascosta sotto forma di tè verde, di maté, guaranà o cola.

 

In conclusione, ricordiamoci che l’Anses (Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail – Agenzia nazionale di sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro, N.d.T.) non è favorevole agli integratori alimentari, che non possono sostituire un’alimentazione equilibrata. Dal 2010 sono stati segnalati oltre 1000 integratori per i loro effetti indesiderati. Evita, soprattutto, di comprare su Internet prodotti di marca sconosciuta. Limitati a prodotti commercializzati nei circuiti tradizionali e non esitare a farti consigliare dal farmacista o da un altro professionista della salute(9).

Florence Daine

Fonti:

1 - Le café, composition, consommation, incidences sur la santé, G.Debry. Monographie éditée par le Centre de Nutrition Humaine de Nancy.

2 - Café et médecine en 20 questions, A.Nehlig. Ed Expressions Santé, giugno 2014.

3 - Caféine et santé, Anses (Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail).

4 - Coffer and liver health, F. Morisco et al. J Clin Gastroenterol, 2014.

5 - Chlorogenic acid improves high fat diet-induced hepatic steatosis and insulin resistance in mice. Y Ma et al., Pharm Res, septembre 2014.

6 - Lipolytic activity of Svetol ®, a decaffeinated green coffe bean extract, J Flanagan et al., Phytotherm Res, giugno 2014.

7 - The use of green coffe extract as a weight loss supplement: a systematic review and meta-analysis of randomised clinical trials, I Onakpoya et al., Gastroenterol Res Pract, 2011.

8 - Randomized, double-blind, placebo-controlled, linear dose, crossover study to evaluate the efficacity and safety of a green coffee extract in overweight subjects, J.A. Vinson, Diabetes Metab Synd Obes, 2012.

9 - Punto del 7 ottobre 2014 sul dispositivo Anses.

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10/12/2014
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