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La dieta Weight Watchers

Con Weight Watchers, dimagrire è diventato un'attività di gruppo e mangiare un gioco da ragazzi. Dietro questo metodo si cela una madre, Jean Nidetch. Riflettori puntati sulla nascita della prima dieta dimagrante di gruppo.

Weight Watchers
© Getty Images

Dimagrire insieme

È proprio nel paese degli hamburger che negli anni '60 è nato il programma Weight Watchers. Dietro, troviamo una madre di famiglia newyorkese, Jean Nidetch, americana di ceto medio "in sovrappeso, sposata con un uomo in sovrappeso e circondata da amici in sovrappeso", come lei stessa riassume nella sua autobiografia, "The story of Weight Watchers".

Passando da un lavoretto all'altro, Jean è soprattutto impegnata come volontaria in opere caritative. Grazie a questa esperienza, svilupperà il senso della comunicazione e del contatto umano che le serviranno più tardi per diventare la prima animatrice di riunioni Weight Watchers.

Dopo aver seguito uno svariato numero di diete ed essersi persino fatta seguire da un centro di dimagrimento, ha perso i chili di troppo, ma non si sente del tutto soddisfatta del risultato a cui è approdata. Sa benissimo che cederà alla prima tentazione che le si presenterà e che non potrà fare a meno di allontanarsi dal programma dimagrante prescrittole. È per questa ragione che pensa di confidare i suoi dubbi e di trovare appoggio in alcune donne che vivono la stessa sua situazione.

Crea quindi un primo gruppo insieme ad alcune amiche intenzionate a dimagrire. Tuttavia, proprio perché consapevole della sua mancanza di competenza in questo ambito, spinge anzitutto le partecipanti a richiedere una visita al loro medico curante prima di avventurarsi con lei in una dieta. Un consiglio sempre valido, anche oggi…

Rimanere motivati

Molto rapidamente, l'entusiasmo suscitato da questo metodo comincia a guadagnare terreno: si organizzano riunioni un po' ovunque con il passaparola. Jean comprende immediatamente l'importanza di ricompensare le donne che hanno superato un dato obiettivo di dimagrimento, distribuendo medaglie o bigiotteria ogni 5 chili persi.

Uno dei suoi clienti, soddisfatto in prima persona del metodo, un bel giorno incoraggia Jean a creare una società. È nel 1963 che nasce la società Weight Watchers (letteralmente "le sentinelle del peso"). Il metodo approda in Italia nel 1973. Il 16 dicembre 2006, dopo oltre 30 anni, la Weight Watchers Italia cessa la sua attività.

In Europa, dove il metodo si è diffuso a partire qualche anno più tardi, si contano ormai migliaia di riunioni a cui partecipano altrettante persone, riunioni che si svolgono ogni settimana in moltissime città. Proprio come faceva Jean, un'animatrice che ha ritrovato la linea con il programma Weight Watchers dispensa consigli e risponde alle domande delle partecipanti che si motivano tra loro, condividendo anche ricette e trucchi per non cedere alle tentazioni gastronomiche. 


Negli anni '90, sempre mossa dal concetto di prossimità caratteristico del metodo, l'azienda ha inventato alcuni strumenti che consentono di seguire più da vicino l'evoluzione delle sue clienti: un servizio per corrispondenza, chiamato Weight Watchers "A casa tua", tramite cui è possibile ricevere per posta tutto il materiale necessario alla LineaPunti ed essere seguiti da un'esperta via telefono. A questo servizio si aggiunge anche la possibilità di sottoscrivere un abbonamento a incontri individuali a domicilio con un'esperta.

L'avvento di Internet permette alla Weight Watchers di consolidare l'approccio comunitario che l'ha caratterizzata sin dalle sue origini, grazie alla possibilità di seguire le clienti con programmi personalizzati disponibili online, ma anche attraverso il forum a cui partecipano gli affiliati.

Un programma facile da seguire

Nel suo libro, Jean Nidetch spiega che "Weight Watchers non è solo un metodo per la perdita di peso. È un nuovo stile di vita." Il programma, infatti, oltre alle riunioni, si basa su una serie di misure, tra cui: scelte alimentari intelligenti, sane abitudini e la pratica di un'attività fisica regolare. Si adatta a ogni donna e presenta poche limitazioni, rendendolo piuttosto semplice da seguire non solo in vista di un dimagrimento, ma per tutta la vita.

Per riassumere, ogni alimento vale un certo numero di punti (diversi a seconda che sia consumato a sazietà o rispettando una porzione media). Dal dicembre 2009, i Propunti del nuovo programma Weight Watchers includono non solo una quantità di glucidi, lipidi, protidi e fibre contenute in ogni alimento, ma anche una quantità di energia necessaria per digerirli, oltre che il rispettivo indice di sazietà (ovvero la capacità di diminuire o bloccare la fame, elemento spesso disturbante di qualsiasi dieta).

Si tratta poi di combinare i propri menù in modo da non superare un certo numero di punti, fissato in anticipo in funzione del proprio profilo personale, i propri obiettivi e il proprio stile di vita. Nessun divieto: le donne Weight Watchers possono addirittura mangiare al ristorante… purché abbiano risparmiato un numero sufficiente di punti durante la settimana. Inoltre, l'attività sportiva consente di aumentare il numero di punti.

Secondo i dati forniti dall'azienda, il 97% degli iscritti consiglierebbe il metodo a un famigliare o a un amico. Insomma, l'idea di Jean Nidetch continua tranquillamente la sua strada.

Lucie Emile

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10/01/2011

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