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Dimagrisci senza diete con il metodo Apfeldorfer

Dimagrire senza seguire una dieta? È possibile. Da oltre vent'anni, lo psichiatra Gérard Apfeldorfer propone un approccio innovativo per i problemi legati al peso, basato sulle sensazioni alimentari, e che riassegna un posto importante al piacere di mangiare di tutto, compresi gli alimenti molto calorici. In particolare, il suo metodo si rivolge a coloro che soffrono di disurbi del comportamento alimentare o per i quali nutrirsi genera stress o senso di colpa.

Il metodo Apfeldorfer
© Getty Images

Psichiatra e psicoterapeuta specializzato nella cura dei disturbi del comportamento alimentare, da circa trent'anni il Dr. Apfeldorfer denuncia l'inefficacia delle diete dimagranti: la maggior parte delle persone che si limita a dimagrire, nei 3 anni successivi alla dieta, finisce per riprendere il peso perso, e persino di più.

Inoltre, alcune di queste persone sviluppano disturbi del comportamento alimentare, compulsioni e bulimie causate proprio dalle restrizioni alimentari a cui si sottopongono, e avvertono un senso di angoscia permanente nei confronti del cibo. Insieme ai colleghi del GROS (Gruppo di Riflessione sull'Obesità e il Sovrappeso)*, il Dr. Apferdorfer ha quindi messo a punto un approccio alternativo in grado di rispondere ai problemi correlati al sovrappeso.

Dimagrire senza dieta: il principio Apfeldorfer

Il trattamento personalizzato in funzione delle esigenze di ciascuna persona prevede 4 obiettivi:

• Ricominciare a mangiare in funzione delle sensazioni alimentari: fame, senso di pienezza e sazietà. Infatti, quando ci si mette a dieta è possibile arrivare a perdere poco alla volta queste sensazioni fondamentali per la regolazione delle riserve energetiche e, di conseguenza, del peso.

• Far pace con gli alimenti problematici: quelli di cui ci si priva, che si evita di acquistare o di cucinare e a cui si può "cedere".

• Imparare a gestire le emozioni: difficoltà di vario genere, stress e anche momenti di gioia possono indurre a mangiare in modo eccessivo alla ricerca di conforto.

• Migliorare l'autostima e imparare ad accettarsi: nella nostra società, il sovrappeso è mal tollerato. Ciò nonostante, alcune persone sono programmate per essere rotonde e, in alcuni casi, non è possibile mantenere un normopeso come si desidera.

RITROVA LE SENSAZIONI ALIMENTARI

• Il matenimento delle riserve energetiche (e quindi del peso) è impercettibilmente regolato da queste sensazioni.

• La fame è il segnale di una lieve ipoglicemia e subentra quando si sono consumate le calorie del pasto precedente. Di conseguenza, quando si ha fame, occorre mangiare senza indugi.

• Il senso di pienezza subentra quando l'alimento che si sta assumendo non produce più alcun piacere: è il segnale chiaro che si è mangiato a sufficienza rispetto alle proprie esigenze.

• La sazietà corrisponde al momento successivo al pasto in cui non si ha più fame. Non è consigliabile mangiare in questa fase.

• Se si rispettano queste sensazioni, non c'è più motivo di ingrassare, anche se si mangia. Quando si sceglie un piatto più ricco, ad esempio purè e cotechino, il senso di fame tarda a sopraggiungere. Al contrario, se ci si accontenta di un'insalata, si fa presto strada il desiderio di tornare a mangiare.

Le diete classiche, che impongono menù e quantità specifiche in alcuni momenti della giornata, possono far scomparire questo meccanismo di regolazione del tutto inconscio. Infatti, quando si evita di mangiare tra i pasti e ci si impone di mangiare a pranzo, non si tiene più conto della fame… si finisce per non sentirla più. Rovescio della medaglia: si corre il rischio di non sentire più il senso di pienezza e di far fatica a smettere di mangiare: si inizia a mangiare più del necessario e, di conseguenza, si mette su peso.

Il Dr. Apfeldorfer propone diversi esercizi finalizzati a ritrovare le sensazioni alimentari: ad esempio, per ritrovare la fame, saltare la colazione per più giorni di seguito. È anche necessario imparare a distinguere la fame dalla voglia di mangiare. Infine, ritrovare la sensazione di appagamento implica consumare i pasti in buone condizioni: in posizione distesa, senza svolgere altre attività concomitanti, ad esempio lavorare o guardare la TV, il tutto in un'atmosfera conviviale.

RICONCILIATI COL CIBO

Quando si tende a ingrassare, si cerca di eliminare gli alimenti più calorici: cioccolato, dolci, piatti in umido e salumi, a seconda dei propri gusti. Anche se fanno gola, il fatto di mangiarli genera più senso di colpa che di piacere… finendo per mangiare ancora di più mossi dallo stress. Per interrompere questo circolo vizioso, anche in questo caso il Dr. Apfeldorfer propone diversi esercizi per dimostrare che questi alimenti non fanno ingrassare più dell'insalata, purché li si consumi nel rispetto delle sensazioni alimentari. Ad esempio, è possibile sostituire un pasto completo con uno di questi alimenti tabù.

GESTISCI LE EMOZIONI

Succede a tutti di mangiare sotto la spinta delle emozioni: consumare un buon pasto tra amici o una pausa cioccolato da soli consente di ristabilire l'equilibrio emozionale. Il consumo di cibi che suscitano emozioni positive permette di aumentare i neurotrasmettitori del benessere o di ridurre gli ormoni dello stress come il cortisolo. Queste assunzioni di cibo, che apportano talvolta più calorie del necessario, non si ripercuotono negativamente sul peso, a condizione che rimangano episodi occasionali.

Tuttavia, alcune persone che tollerano sempre meno le emozioni assumono poco alla volta un comportamento alimentare inadeguato. Il Dr. Apfeldorfer suggerisce di interrogarsi sulle emozioni che scatenano le assunzioni di cibo e di mettere in atto altre strategie per sopportarle meglio. È possibile utilizzare diverse tecniche: terapia comportamentale, di orientamento psicanalitico, approccio fisico o emozionale.

MIGLIORA L'AUTOSTIMA

La mancanza di fiducia in se stessi può suscitare il desiderio di un corpo perfetto e, di conseguenza, le restrizioni che ne derivano. Inoltre, essere magri non basta per sentirsi bene a livello mentale. Il Dr. Apfeldorfer consiglia di adottare un approccio psicoterapeutico tra quelli di seguito elencati, che permetterà di riconciliarsi con se stessi. 

L'efficacia del metodo Apfeldorfer

Mangiare in base alle proprie sensazioni alimentari consentirebbe di perdere peso se si mangiasse oltre il proprio fabbisogno per l'assenza del senso di pienezza. Anche smettere di mangiare in modo sistematico sulla spinta delle proprie emozioni facilita il dimagrimento. Il Dr. Apfeldorfer pone invece l'accento sul concetto di set-point, ossia il livello di riferimento delle riserve lipidiche specifico a ciascun individuo, che condiziona il peso forma.

Non tutti riescono a mantenere un basso peso corporeo, corrispondente ai canoni di magrezza attuali o persino alle raccomandazioni mediche (indice di massa corporea inferiore a 25). Inoltre, il set-point può sregolarsi registrando un'impennata verso l'alto in caso di eccessivo consumo di calorie. In alcune persone, le cellule lipidiche continuano a moltiplicarsi in età adulta, determinando una resistenza al dimagrimento e conferendo all'obesità un carattere irreversibile.

In definitiva, il Dr. Apfeldorfer non promette affatto di ritrovare un peso ideale. Tuttavia, il suo metodo consente di stabilizzare in modo duraturo il peso raggiunto o, perlomeno, di non continuare a ingrassare.

Vantaggi e svantaggi del metodo Apfeldorfer

I vantaggi
L'approccio proposto dal Dr. Apfeldorfer è particolarmente adatto alle persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, in particolare coloro che assumono cibo in modo smodato o incontrollato, come nel caso di compulsioni o bulimie.

Questo approccio può essere consigliato a tutti coloro che intrattengono un cattivo rapporto con il cibo: poiché è fondamentale nutrirsi, lo è altrettanto ritrovare il piacere di mangiare e, soprattutto di poter mangiare di tutto. Le lezioni di degustazione consentono di assaporare il gusto degli alimenti, di sapere se li si apprezza davvero e di imparare a distinguere la quantità da cui i cibi iniziano a essere meno piacevoli da consumare, ovvero il momento in cui si deve smettere di mangiare.

Il metodo permette di liberarsi da inutili costrizioni, ad esempio: "Non devo mangiare tra un pasto e l'altro", "Non devo saltare i pasti", "Tutti i pasti devono essere equilibrati", "Non devo lasciar niente nel piatto", e così via. Infine, al Dr. Apfeldorfer va il merito di non promettere un obiettivo ponderale irrealistico e di spiegare perché alcune persone sono fatte per essere più "rotonde" di altre.

Gli svantaggi
I diversi esercizi proposti non sono necessariamente compatibili con il trattamento dietetico e con alcune patologie, tra cui diabete, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa... Ad esempio, sostituire un pasto con dei dolci per capire che non fanno ingrassare rischia di alzare il livello della glicemia (tasso di zuccheri nel sangue) e di squilibrare un diabete.

Nel caso dei salumi, l'apporto di grassi e di sale è eccessivo per una persona con un tasso di colesterolo elevato o che soffre di pressione alta. Anche se le dietoterapie (o diete terapeutiche) sono più flessibili che in passato, il consumo eccessivamente frequente di alcuni alimenti può risultare incompatibile con la salute.

Alcune persone non riescono a ritrovare le loro sensazioni alimentari o le perdono nuovamente. Per questo, chi riesce a dimagrire grazie al ritorno della fame e del senso di pienezza, riprende il controllo mentale delle proprie assunzioni di cibo nella speranza di perdere ancora più peso: riprendendo la regolazione naturale degli apporti alimentari, queste persone corrono il rischio di ingrassare di nuovo.

Florence Daine

Gérard Apfeldorfer è co-fondatore del Gruppo di Riflessione sull'Obesità e il Sovrappeso (GROS). I professionisti sanitari membri del GROS si impegnano a non proporre metodi castigatori o proibitivi ai loro pazienti in sovrappeso.

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10/06/2013

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