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L’intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio non mette in pericolo la vita di chi ne soffre, diversamente dall’allergia alle proteine del latte, con la quale spesso viene confusa. Detto questo, essa provoca dei disturbi digestivi gravi e a volte molto dolorosi. Facciamo il punto sull’intolleranza al lattosio, i sintomi, le cause e la cura.

Intolleranza al lattosio
© Getty Images

Nel nostro paese, l’intolleranza al lattosio è relativamente poco diffusa. Solo il 20% delle persone è intollerante al lattosio, mentre nei paesi asiatici questa intolleranza colpisce tra l’80 e il 100% della popolazione. Rara nei neonati, questa reazione di tipo allergico appare in genere al momento dello svezzamento. 

Che cos’è l’intolleranza al lattosio?

Il lattosio è lo zucchero più presente nel latte. Si ritrova nella maggior parte dei latticini, ma a tenore variabile, a seconda che questi abbiano subito una fermentazione lattica oppure no: con 38g di lattosio per 100g di prodotto, il latte in polvere è il latticino più ricco di lattosio, in concentrazione molto più alta rispetto al latte scremato o intero (5%) e al gelato (tra il 3 e l’8%). I formaggi ne contengono molto meno, tra 0,1g e 2g. Per essere digerito, il lattosio dev’essere separato in altri due zuccheri, il glucosio e il galattosio: è la lattasi, un enzima intestinale, che permette di compiere questa separazione.

L’intolleranza al lattosio è un disturbo digestivo legato all’assenza o all’insufficienza di lattasi; il lattosio giunge quindi tale e quale nell’intestino crasso dove fermenta a causa dei batteri. Questo provoca lo sviluppo di acidi grassi, di gas (idrogeno, diossido di carbonio e metano) e aumenta l’arrivo di liquidi nell’intestino crasso. Si verifica quindi un’accelerazione del transito intestinale con diarree, meteorismo e dolori.

Le cause dell’intolleranza al lattosio

Esistono due cause patologiche dell’intolleranza al lattosio:

  • Una mutazione genetica che provoca l’assenza di lattasi, chiamata alactasia primaria;
  • La distruzione della mucosa intestinale provocata da diverse malattie (cancro, celiachia, malattie digestive) che quindi non può più produrre lattasi. In questo caso si parla di alactasia secondaria.

Mentre l’intolleranza al lattosio e i sintomi che porta con sé sono irreversibili in caso di alactasia primaria, il disturbo è temporaneo in caso di alactasia secondaria, della durata della patologia responsabile della mancata produzione di lattasi.

Inoltre, l’intolleranza al lattosio è conseguenza di un cambiamento perfettamente normale, che sopravviene in maniera più o meno evidente nella metà degli adulti: la diminuzione progressiva dell’attività della lattasi negli anni, che risponde all’adattamento del sistema digerente alla diversificazione alimentare. L’abbassamento dell’attività dell’enzima intestinale provoca un’intolleranza al lattosio, generalmente non grave: la maggior parte degli adulti può bere una tazza di latte senza manifestare sintomi.

I sintomi dell’intolleranza al lattosio

L'intolleranza al lattosio di manifesta esclusivamente tramite disturbi digestivi:

  • flatulenze e meteorismo;
  • dolori addominali;
  • diarrea;
  • gonfiore addominale.

Diversamente dall’allergia alle proteine del latte, per la quale spesso viene scambiata, l’intolleranza al lattosio non colpisce gli altri apparati del corpo (apparato respiratorio o epidermide, ad esempio), e non provoca complicazioni.

Questi sintomi sono però abbastanza fastidiosi e dolorosi da motivare una diagnosi e una terapia per chi ne soffre.

La gravità dell’intolleranza al lattosio è estremamente variabile tra una persona e l’altra, ma, nella maggior parte delle persone, l’intolleranza si manifesta se si supera la dose di 10-12g di lattosio, ovvero circa un bicchiere di latte. 

La diagnosi d’intolleranza al lattosio

Eliminare completamente il lattosio dalla propria dieta per due settimane permette di effettuare la diagnosi (o di eliminarla) di intolleranza al lattosio come causa dei propri disturbi digestivi. Basta quindi non ingerire alcun alimento contenente lattosio e vedere se i sintomi spariscono. Questo può avverarsi complicato, visto che il lattosio è presente in moltissimi alimenti.
Visto che i sintomi dell’intolleranza al lattosio non sono specifici, può convenire rivolgersi a uno specialista per eliminare altre patologie, quali la sindrome del colon irritabile, la malattia di Crohn o la celiachia. Lo specialista effettuerà un test biologico che permette di misurare la concentrazione di idrogeno nell’aria espirata. Il test dura circa 4 ore. Dopo aver ingerito un liquido che contiene 25g di lattosio, ogni 30 minuti il paziente espira in una provetta. L’idrogeno prodotto dall’intestino crasso e presente nelle provette di alito espirato viene analizzato. Una concentrazione troppo alta di idrogeno indicherà che il corpo non ha assorbito il lattosio e che questo ha fermentato nella flora intestinale provocando idrogeno.

Intolleranza al lattosio: come si cura?

L’intolleranza al lattosio non richiede una vera e propria cura. La terapia dei pazienti che soffrono di intolleranza al lattosio consiste nell’eliminare dalla propria dieta i prodotti che contengono questo zucchero, principalmente i latticini, ma anche gli alimenti nei quali il lattosio è utilizzato come additivo alimentare: pane congelato, cereali, salumi, salse, farine per dolci e biscotti... Attenzione inoltre ai medicinali: circa il 20% di loro ha tra gli eccipienti il lattosio.

La carenza di lattasi può, ogni tanto, essere compensata da integratori alimentari che contengono questo enzima. Ingerito subito prima del pasto, l’enzima raggiunge l’intestino insieme ai latticini o altri alimenti ricchi di lattosio e permette di assimilarli.
Esistono inoltre dei prodotti senza o poveri in lattosio, per sostituire i latticini tradizionali.

Amélie Pelletier

Fonti:

Sito dell'Assurance Maladie Francese: Intolleranza al lattosio

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24/10/2016

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