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Caffè e decaffeinato: amici o nemici della salute?

Il caffè può provocare gravi danni alla salute? L’interminabile e ormai vetusta diatriba, che mette in moto un folto seguito di specialisti, tra coloro che sostengono i benefici della bevanda nera e coloro che ne suffragano gli effetti nocivi, sembra destinata a non tramontare.

Caffè e decaffeinato: amici o nemici?
© Getty Images

Il caffè può provocare gravi danni alla salute? L’interminabile e ormai vetusta diatriba, che mette in moto un folto seguito di specialisti, tra coloro che sostengono i benefici della bevanda nera e coloro che ne suffragano gli effetti nocivi, sembra destinata a non tramontare.

Caffè e caffeina: i benefici

Secondo quanto affermato da diversi studi la caffeina, sostanza principale contenuta nel caffè, possederebbe importanti proprietà benefiche: ad esempio agirebbe positivamente sulle secrezioni gastriche e biliari, aiutando, dunque, la digestione. Interverrebbe sul cuore stimolandone la funzionalità. Inoltre sarebbe particolarmente indicata per le diete ipocaloriche, grazie alla sua capacità di diminuire l’appettito. Ben più note sono le proprietà antiossidanti e antinfiammatori.

Caffè e caffeina: i rischi

Da contraltare a quanto riferito sopra, esistono diversi rischi che la caffeina può sortire sull’essere umano: l’effetto stimolatorio delle secrezioni gastriche potrebbe causare gravi danni all’apparato digerente. Dunque è assolutamente controindicata per chi è affetto da ulcera o reflusso gastroesofageo. La caffeina, se assunta in eccesso, può portare insonnia, tachicardia, ipertensione e tremori.

Caffeina: le dosi consigliate

È difficile definire una quantità precisa di caffeina da assumere, affinché si possa godere solo dei benefici. Infatti dipende dalle condizioni di salute della persona e da altri fattori. Specialmente in gravidanza una dose eccessiva di caffeina può comportare svariati problemi. Così come in soggetti ipertesi e ansiosi. In generale gli specialisti consigliano l’assunzione di massimo 300 mg di caffeina al giorno. Una comune tazza d’espresso ne contiene circa 60.

Il decaffeinato amico del cuore?

Le reazioni alle mai congruenti dichiarazioni scientifiche dividono i pareri e le reazioni della gente. All’avviso che il caffè potrebbe nuocere alla salute, gli assidui bevitori preferirebbero avere a pranzo ogni domenica la suocera, piuttosto che rinunciare a quel breve ma intenso momento di piacere. In barba alla salute. Gli scettici, per precauzione, ne diminuiscono le dosi. Discorso diverso se la medicina decanta i benefici della famosa pianta brasiliana: il pretesto per concedersi una tazzina in più diventa ottimo – la salute prima di tutto - e la suocera potrà serenamente rimanere a casa propria la domenica.

Impossibile dirimere la questione. Intanto, presso l’Università degli studi di Palermo è stato condotto uno studio che potrebbe far piacere ai maniaci del caffè, in grado di sciogliere - almeno apparentemente - questi dubbi. Un ricercatore del Dipartimento di Medicina Interna e Malattie Cardiovascolari dell’università del capoluogo siciliano, il Dott. Silvio Buscemi, ha rivelato, attraverso uno studio, che il tanto criticato caffè decaffeinato, sortirebbe effetti benefici sul sistema cardiovascolare. Ecco come.

La ricerca si è avvalsa di un esperimento: ad un gruppo di soggetti sani sono state somministrate, in due momenti diversi, una e due tazzine di caffè decaffeinato. Un’ora dopo l’assunzione della bevanda, sono stata monitorate le variazioni della funzione endotiale, lo strato di rivestimento delle arterie. E il risultato ha rivelato qualcosa di sorprendente: l’assunzione del primo caffè decaffeinato ha migliorato, di oltre il 25%, la funzione dell’endotelio. Dopo il secondo caffè bevuto, la percentuale si è quasi raddoppiata balzando al 45%.

Ancora non sono ben definite le motivazioni scientiche che inducono tali miglioramenti. Gli studiosi palermitani affermano che probabilmente si tratta di alcune sostanze contenute nel caffè e non del tutto conosciute. Sostanze presenti in un normale caffè espresso, che vengono, però, sopraffatte dall’azione della caffeina.

Decaffeinato: alcune controindicazioni

Nonostante questo studio, anche il decaffeinato non è esente da particolari conseguenze nocive sull’organismo. Secondo alcuni esperti aumenterebbe il tasso di colesterolo cattivo nel sangue. Ciò dipenderebbe dalle modalità con cui i chicchi di caffè, usati per il decaffeinato, vengono lavorati. Inoltre è importante ricordare che anche nel decaffeinato è presente una piccola percentuale di caffeina. Si consiglia l’assunzione di due, al massimo, tre tazze al giorno.

Gli amanti dell’espresso potrebbero, così, stare tranquilli, salvaguardando la propria salute con un buon decaffeinato, senza comunque rinunciare, a quel rito entrato nella storia dell’italianità.

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05/09/2014

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