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L'alimentazione nella terza età

Complici gli impedimenti fisici e spesso quelli mentali, l’alimentazione degli anziani italiani sta subendo un importante peggioramento negli anni. In quella fase della vita in cui ci si vorrebbe (e dovrebbe) solo concedere qualche lusso, sono sempre di più le persone a mangiare male per motivi indipendenti dalla loro volontà. Cosa causa questo fenomeno?

Dieta e salute degli anziani
© Getty Images

Alcuni dati sull’alimentazione dell’anziano

È cronaca recente che, soprattutto a causa della crisi economica mondiale, l’alimentazione degli anziani abbia subìto un peggioramento: la difficoltà sempre maggiore di far quadrare i conti a fine mese porta le persone che vivono della loro pensione a limitare il consumo di alcuni degli alimenti più costosi, accontentandosi di pasti molto, troppo semplici e poveri dei nutrienti essenziali. In Italia, l’80% delle persone che hanno superato il 65 anni (circa un milione di individui) risulta malnutrita o addirittura denutrita e è stato rilevato che, in media, il fabbisogno giornaliero diminuisce di 400 Kcal. A diffondere i dati è la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, durante un congresso tenutosi a Firenze qualche tempo fa: il fenomeno è sconcertante ed è molto triste pensare alle conseguenze che questi comportamenti alimentari avranno nel tempo.

Il rischio più grande cui va incontro un anziano è seguire una dieta squilibrata e dannosa per la salute del suo organismo: anche se è vero che il comportamento alimentare assunto da giovani influisce molto sul benessere del corpo quando si superano gli anta, è bene fare sempre attenzione a ciò che si mangia. I grassi non sono sempre causa di arteriosclerosi, le proteine non sovraccaricano necessariamente i reni e un po’ di zucchero non ha mai creato problemi a nessuno. È vero però che esagerare, in qualsiasi direzione, può incidere sul delicato equilibrio di un organismo che va verso l’invecchiamento. Ad esempio, una carenza di vitamina B causa inappetenza e stanchezza, così come quella di proteine nobili; mangiare male porta a calo di peso e diminuzione del metabolismo basale, già in discesa a causa dell’età, abbassamento della temperatura di base, disidratazione, accumulo di scorie metaboliche, difficoltà circolatorie.

Una dieta ideale per la terza età

Quando si supera la soglia degli anta e gli acciacchi aumentano, bisognerebbe innanzitutto agire in direzione di un’alimentazione equilibrata che sopperisca all’invecchiamento fisiologico del corpo: carne, pesce, verdura, frutta e tutti gli alimenti ricchi di antiossidanti danno una mano per rallentare il più possibile il deterioramento dei tessuti causato dall’età che avanza. Il consumo di proteine dovrebbe aumentare: queste sostanze cementano l’organismo e sono le prime alleate nel combattere il decadimento generale. Ai grassi animali sarebbe meglio preferire quelli vegetali e le calorie assunte durante la giornata non dovrebbero realmente diminuire ma “mutare”: seguire un regime alimentare più che salutare aiuta a tutte le età l’organismo ad affrontare sforzi fisici e mentali ma soprattutto superati i 65 anni è indispensabile fare più attenzione. Ad esempio, gli zuccheri vengono in aiuto quando ci si sente un po’ giù e stanchi dagli impegni della giornata: attenzione però a non esagerare con bon bon e cioccolatini, per non portarne il livello nel sangue alle stelle. Bere acqua è fondamentale per una corretta idratazione del corpo: superata una certa età, si sente meno la sete: questo fenomeno è molto pericoloso ed è la causa, in estate, del decesso di molti anziani colpiti da colpi di calore e collassi cardiocircolatori causati proprio dalla disidratazione. Sì a tisane, bevande dissetanti e integratori, che regolano l’equilibrio di sali minerali e vitamine essenziali.

La nuova piramide alimentare per gli anziani

Nella Tufts University di Boston, la Dottoressa Alice H. Lichtenstein ha elaborato nello Human Nutrition Research Center on Aging una nuova piramide alimentare ritagliata sui bisogni di un organismo che ha superato i 70 anni, il quale consuma meno ma ha comunque necessità di un equilibrio mirato. Si sottolinea l’importanza di incrementare la dieta con alimenti ricchi di fibre, cibi integrali, latticini e formaggi a basso contenuto di lattosio, legumi, cereali, broccoli, mirtilli, carote. In conclusione, passati i 65 anni si dovrebbero ingerire circa 2000/2500 Kcal al giorno, comprensivi di carboidrati, proteine nobili, grassi soprattutto vegetali e vitamine/minerali in buona quantità. Niente di troppo diverso da una dieta equilibrata di una persona adulta in buona salute: è necessario incrementale l’apporto di calcio e vitamina D, utili per l’elasticità e la resistenza delle ossa (soggette ad osteoporosi con l’avanzare dell’età) e di potassio e ferro (il primo per contrastare gli effetti collaterali di lassativi e diuretici, il secondo per combattere l’anemia). Spesso, a causa di una debole dentatura e un’alterazione dei sapori causata da squilibri fisiologici, gli anziani sono portati a consumare cibi troppo cotti o conditi troppo o troppo poco: ciò aggrava particolarmente la sensazione di stanchezza generale e porta l’individuo a sentirsi spossato perché carente di nutrienti essenziali alla vita di tutti i giorni. Non bisogna confondere questi sintomi come fenomeni associati all’invecchiamento, perché sono il risultato di carenze alimentari importanti ma recuperabili. Consultate il vostro medico di fiducia che saprà illustrarvi delle dritte indispensabili per nutrirsi in maniera corretta e responsabile, considerando anche la quantità e la tipologia di farmaci assunti da ognuno. Questi, infatti, danno luogo a squilibri fisiologici di cui si deve tenere conto quando si elabora un regime alimentare ad hoc.

Pasti leggeri, equilibrati e ricchi sono la chiave per un invecchiamento sereno e in salute, privo di carenze alimentari e disturbi ad esse correlate.

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30/01/2012
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