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Carenze vitaminiche e scorbuto

Un tempo era chiamata “la malattia dei marinai”, la sua prima descrizione risale al 1150 a. C. anche se bisognerà aspettare il 1932 per identificarne, chiaramente, l’origine. Una malattia antica ma non per questo scomparsa.

Lo scorbuto e le vitamine
© Getty Images

Lo scorbuto è una delle più antiche malattie conosciute dall’uomo. Per secoli è stata identificata come “la malattia dei marinai”. Questi ultimi, infatti, privati, durante le interminabili traversate oceaniche, di un’alimentazione corretta venivano, letteralmente, sterminati. Nel 1499 l’esploratore Vasco da Gama ritornò in Portogallo, dopo due anni di navigazione che lo aveva portato a circumnavigare l’Africa, con l’equipaggio dimezzato dallo scorbuto. Lo scorbuto è una malattia provocata dall’insufficiente assunzione di vitamina C. Questa preziosa vitamina è, come si dice, “fragile”. Essa, infatti, viene perduta con la cottura, la conservazione prolungata, la luce solare e lo sminuzzamento dei cibi. Oggi, nei paesi industrializzati, lo scorbuto è raro grazie all’aumento del consumo di frutta e di verdura. Ma, nonostante questo, questa antica malattia è ancora presente.

Quali sono i sintomi dello scorbuto?

Lo scorbuto è una malattia caratterizzata da segni e sintomi molteplici. Il fabbisogno di vitamina C aumenta in seguito a sforzi fisici e psichici di vario tipo. Gravidanza, malattie acute, terapie farmacologiche a lungo termine, stress emotivo sono, per esempio, circostanze che richiedono da parte del nostro corpo dosi maggiori di vitamina C. Le riserve del nostro organismo forniscono protezione contro lo scorbuto per circa tre mesi. Un apporto insufficiente, prolungato, di questa preziosa vitamina altera la normale produzione di collagene. La produzione di questa proteina - parte fondamentale di ossa, tendini e tessuti connettivi - senza il corretto apporto di vitamina C diventa instabile. La principale conseguenza è la debolezza dei vasi sanguigni. Questo causa, a sua volta, la difficoltà di guarigione delle ferite. La malattia provoca, in varie parti del corpo, delle emorragie che si manifestano con la comparsa di lividi diffusi. Lo scorbuto, inoltre, causa frequenti emorragie gengivali e il conseguente allentamento dei denti. Le numerose emorragie nei muscoli e nelle articolazioni sono alla base del dolore accusato dal malato. La patologia, inoltre, è causa di una sintomatologia neuropsichiatrica che include depressione e ipocondria. Lo scorbuto è, poi, particolarmente grave nei bambini. L’emorragia nelle membrane che circondano le ossa lunghe, infatti, può provocare il distacco delle estremità di accrescimento delle ossa. La principale conseguenza, in questi casi, è costituita da una grave interferenza con la crescita del bambino. Lo scorbuto, inoltre, è la causa della comparsa di anemia. In assenza di un trattamento adeguato, lo scorbuto può condurre al decesso del malato.

Come si cura lo scorbuto?

La malattia viene trattata con l’assunzione di elevate dosi di vitamina C. L’emorragia, in questo modo, si arresta nel giro di 24 ore, il normale processo di cicatrizzazione si ripristina e il dolore, osseo o muscolare, scompare. La regressione totale della sintomatologia avviene nell’arco di due - quattro giorni. Ma, come per molte patologie, la cura migliore resta la prevenzione. Una modesta assunzione di frutta - in particolare di agrumi - e di verdura fornisce infatti al nostro corpo una quantità di vitamina C sufficiente per prevenire lo scorbuto. A tal proposito è bene ricordare che il nostro fabbisogno quotidiano di acido ascorbico - vitamina C - si aggira intorno ai 90 milligrammi. Ma per prevenire lo scorbuto ne bastano 10 milligrammi al giorno. Un quantitativo irrisorio che si ottiene facilmente, consumando, per esempio, 3 grammi di peperoni rossi, 10 di kiwi o 20 grammi di arance. La vitamina C, inoltre, è presente in alimenti come il latte, il pesce e il fegato.

Una bella spremuta... E lo scorbuto resterà solo la “malattia dei marinai”!

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06/02/2012

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