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Acqua potabile: come leggere l'etichetta

L’acqua minerale naturale è parte integrante di una dieta sana. Elemento fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo, se assunta regolarmente e in buone quantità, mediamente un litro e mezzo al giorno, elimina gonfiore, combatte lo stress, idrata la pelle e contribuisce all'apporto dei sali minerali che in essa si trovano disciolti. Scopri con Doctissimo le virtù terapeutiche delle acque minerali naturali in commercio.

Come leggere l'etichetta dell'acqua
© Getty Images

Leggere l'etichetta dell'acqua

Le acque minerali in commercio sono vendute in contenitori e bottiglie di plastica o vetro su cui è apposta un’etichetta autorizzata dal Ministero della Salute. L’etichetta rappresenta la carta di identità dell’acqua su cui si riporta la dicitura “acqua minerale naturale”, per distinguerla da altre acque, ed il nome commerciale dell’acqua assieme alla scritta “microbiologicamente pura” con cui si attesta l’assenza totale di germi pericolosi per la salute.

Sull'etichetta si trovano anche il codice a barre, la dicitura che invita a non disperdere il contenitore nell'ambiente dopo l’uso e le indicazioni per la corretta conservazione del prodotto. Sono riportate le informazioni relative al luogo di origine, ovvero la località in cui è stata imbottigliata; alla temperatura dell’acqua alla sorgente; al termine minimo di conservazione, e al lotto di produzione.

Inoltre vengono esplicitati i valori che riguardano la durezza; il pH; il residuo fisso a 180° C che determina la classificazione dell’acqua; le qualità salienti e i risultati dell’analisi chimica espressi in milligrammi/litro. Le analisi chimiche permettono di identificare il profilo dell’acqua e le azioni salutistiche o medicamentose, da non confondere con le proprietà organolettiche, come gusto e sapore di un’acqua, che in genere non compaiono sull'etichetta ma vengono esaltate dal marketing.

La valutazione complessiva delle caratteristiche chimico-fisiche permette di identificare non solo una buona acqua da tavola ma anche un’acqua indicata in determinate situazioni patologiche o per riequilibrare situazioni fisiologiche alterate. È buona norma scegliere un’acqua tenendo conto se la si beve per uso alimentare o curativo.

Il residuo fisso e la classe di appartenenza

Per leggere correttamente un'etichetta, bisogna tenere in considerazione determinati parametri, come il residuo fisso. Il residuo fisso è il parametro che indica il quantitativo dei sali disciolti in un'acqua, ossia la mineralizzazione. Un’acqua minerale può infatti essere a basso, medio o elevato contenuto di sali.

I sali disciolti o macro costituenti sono i principali componenti delle acque minerali, tra questi i più importanti sono sodio, potassio, calcio, magnesio, cloruri, solfati e bicarbonati. Per stabilirne la concentrazione si porta l'acqua ad una temperatura di 180°C, ciò che rimane dopo la completa evaporazione, la parte solida dell'acqua cioè i sali, rappresenta il residuo fisso.

Minore è il residuo fisso, più leggera è l'acqua. Un'acqua leggera, ad esempio, facilita l'eliminazione delle scorie metaboliche per via urinaria e quindi indicata per depurare l'organismo.

I sali minerali determinano inoltre la classe di appartenenza di un’acqua minerale. In genere si distinguono quattro diversi tipi di acqua:

  • Acque minimamente mineralizzate: residuo fisso non superiore a 50 mg/l
  • Acque oligominerali o leggermente mineralizzata: residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/ l
  • Acque medio minerali: residuo fisso compreso tra 500 e 1500 mg/l
  • Acque ricche di sali minerali con residuo fisso superiore a 1.500 mg/l

Durezza totale & pH dell'acqua

La durezza totale, indicata in gradi francesi, rappresenta la quantità di sali incrostanti contenuti nell'acqua, e deriva dalla somma di durezza temporanea e permanente. Un'acqua con un alto grado di durezza, ad esempio, appare di sapore duro.

Il pH delle acque naturali dipende dalla concentrazione di ioni idrogeno e ioni ossidrile. Se in un'acqua ci sono più ioni idrogeno che ioni ossidrile, l'acqua dal punto di vista chimico è acida, in caso contrario è basica o alcalina. In media, i valori ideali sono compresi tra 6,5 e 8,0; il punto intermedio, 7, definisce la condizione di neutralità dell’acqua minerale naturale.

Con un pH inferiore a 7 l’acqua risulta acida, con un pH superiore a 7 risulta basica. Se questi valori risultano molto più bassi o più alti dell'intervallo consentito indicano un inquinamento dell’acqua rispettivamente da acidi o da basi forti.

Le caratteristiche importanti dell'acqua

Molte aziende riportano sull'etichetta dell’acqua minerale le qualità salienti approvate dal Ministero della Salute. Si tratta di proprietà terapeutiche o favorevoli alla salute che dipendono dalla presenza e dalla concentrazione dei diversi oligoelementi disciolti nell'acqua. Le qualità salienti più comuni riguardano gli effetti diuretici, lassativi, ma vi sono acque consigliate per l’alimentazione dei neonati; che stimolano la digestione o capaci di favorire le funzioni epatobiliari.

Le acque molto ricche di minerali, ad esempio, andrebbero bevute occasionalmente mentre quelle oligominerali, essendo acque con una composizione equilibrata di sali, sono indicate per il consumo quotidiano. Le acque frizzanti aiutano a digerire, ma sono sconsigliate per chi soffre di reflusso gastro- esofageo. Le acque fluorurate sono ideali per la prevenzione delle carie, ma un eccesso potrebbe danneggiare lo smalto dei denti.

L’acqua solfata è lievemente lassativa, ma sconsigliata durante la crescita e in menopausa perché potrebbe interferire con l’assorbimento del calcio.

Per scoprire l'acqua più adatta a te, sfoglia la gallery Dimmi che disturbo hai e ti dirò che acqua bere 

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28/04/2014

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