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Quali sono gli altri ingredienti di un succo di frutta?

Frutta a parte, i succhi contengono diversi ingredienti aggiuntivi che è bene tenere in considerazione al momento dell’acquisto. Le etichette vengono in aiuto del consumatore, elencando degli elementi importanti ai fini salutistici. Scopri quali sono su Doctissimo!

Cosa c'è in un succo di frutta?
© Getty Images

Le sostanze presenti e gli additivi alimentari nei succhi di frutta

  • L’acido citrico è naturalmente contenuto negli agrumi (soprattutto nel limone) e viene aggiunto per esaltare l’aroma e il sapore della bevanda o per correggerne l’acidità. La sigla europea che lo identifica è E330 ed è considerato un additivo alimentare consentito e non nocivo per la salute
  • L’acido L-ascorbico è invece un antiossidante naturale molto comune e permette di contrastare il cambiamento del colore del succo una volta a contatto con l’aria. Mantiene il colore originario della frutta appena spremuta ed è meglio conosciuto sotto il nome di vitamina C. Questa è un elemento idrosolubile e l’Unione Europea la identifica con la sigla E300; è molto utile nella dieta in quanto diminuisce i livelli di acidi urici, prevenendo iperuricemia e l’invecchiamento
  • Il carbonato di calcio (E170) è un colorante alimentare il cui uso è consentito dalla legge
  • L’acido L-tartarico (E334) è un antiossidante naturale ottenuto dalla spremitura dell’uva, sottoforma di sale di potassio. L’Unione Europea permette l’uso di questo elemento senza particolari restrizioni e viene aggiunto ai succhi per renderli leggermente aciduli al gusto (è classificato come correttore di acidità, come l’acido citrico e i tartrati di potassio, E336)
  • L’acido lattico (E270) è un conservante, antiossidante, antibatterico, acidificante e aromatizzante. Viene impiegato soprattutto per scongiurare il proliferarsi del batterio del botulino e il suo uso è consentito dalla legge
  • L’anidride solforosa, meglio conosciuta come diossido di zolfo (E220), viene utilizzata come stabilizzante ed è impiegata nell’industria anche per produrre solfiti, le sostanze che vengono aggiunte al vino per conservarlo. Questi, essendo degli antiossidanti, non permettono lo svilupparsi di batteri e lieviti, consentendo di allungare i tempi di conservazione del prodotto. Se non supera i 10 mg/l non è necessario indicare la sua presenza nell’etichetta degli ingredienti; in ogni caso, il limite è fissato a 200 mg/l
  • La pectina (presente in mele e pere) è una sostanza che spesso viene aggiunta ai succhi in commercio: è catalogata come gelificante e conferisce consistenza e corposità a bevande troppo liquide, perché estratte da frutta poco polposa o molto filtrata. È utilizzata in cucina per addensare confetture e marmellate, grazie alla sua capacità di tenere ben salde le cellule, e viene indicata con la sigla E440. Anche in questo caso, è un elemento il cui uso è assolutamente legale
  • La quercetina, spesso contenuta in uva rossa, mirtillo e mela, è un flavonoide con proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali. È presente anche nel vino, perché presente naturalmente nella buccia degli acini di uva

Cosa non deve esserci nei succhi di frutta

I succhi di frutta non contengono, per legge, conservanti: si mantengono nel tempo grazie al processo di pastorizzazione che ne garantisce la conservazione anche per periodi molto lunghi. La pastorizzazione consiste nel portare a basse temperature, e per un intervallo di tempo variabile ma in genere piuttosto lungo, il liquido (succo o altra bevanda come il latte). Questo trattamento ha però la capacità di diminuire il contenuto di vitamine e le caratteristiche organolettiche della frutta, d’altro canto riesce ad eliminare spore, batteri e lieviti che potrebbero alternarne la qualità.

La direttiva europea 2001/112 ha ridefinito dei parametri identificativi dei succhi di frutti prodotti. In Italia è stata tradotta in legge con il decreto n. 151 del 21 maggio 2004 e stabilisce, tra le altre disposizioni, che l’aroma può essere restituito al prodotto finito solo qualora il succo ne sia stato privato nei processi di lavorazione: questo però deve essere appartenuto al succo stesso o ad altri frutti della stessa specie e non prodotto artificialmente in laboratorio. Questa regolamentazione garantisce a livello europeo la qualità sia del succo che della produzione, che in passato erano a discrezione delle aziende generando non poche perplessità nei consumatori.

Tieni sempre con te questa piccola guida alle sostanze contenute nei succhi di frutta e la scelta del nettare perfetto sarà molto più semplice!

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07/12/2011

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