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Il brunch

Hanno visto la luce negli Stati Uniti, ma sono ormai sempre più affermati anche da noi. Ecco di cosa sono. E qualche suggerimento perché si trasformino in pasti bilanciati.

Il brunch e lo slunch
© Getty Images

In principio fu il brunch

ommistione tra colazione e pranzo – non a caso il suo nome nasce dalla crasi delle parole breakfast (colazione) e lunch (pranzo) – ideale per chi, generalmente nel weekend, si alza a ora tarda: troppo tarda per limitarsi a una normale colazione, ma non abbastanza per passare direttamente al pranzo. Così un unico pasto ha finito per racchiudere il meglio di entrambi i suoi progenitori, dolce e salato insieme.

Pare che alle sue origini ci sia la decisione, negli anni ’30, di un albergatore statunitense. Stufo di dover servire continuamente, specie nei fine settimana, la colazione fuori orario ai clienti che si alzavano tardi, pensò di posticipare il servizio del primo pasto della giornata e anticipare quello del pranzo, finendo per offrire entrambi, insieme, tra le 11.30 e le 14.30. Idea presto imitata dai grandi hotel metropolitani, soprattutto a partire dagli anni ’70, prolungando spesso l’orario fino alle 16. Ma il vero boom è arrivato il decennio successivo e, da Oltreoceano, si è diffuso anche in Italia, ormai da almeno una decina d’anni. Tanto che ormai non è più considerato una grande novità, anche se è ancora molto in voga.

Un po’ pranzo e un po’ cena

Oggi a guadagnarsi di diritto la palma di ultima tendenza è lo slunch, contrazione di supper (cena) e lunch (pranzo). Più raramente chiamato anche drunch – dinner+lunch – è una via di mezzo tra un aperitivo sostanzioso e una cena leggera, pensato per la domenica pomeriggio, per trascorrere del tempo con gli amici evitando però di fare le ore piccole, così da ricominciare la settimana con brio.

La particolarità dello slunch è che, iniziando nel tardo pomeriggio, diciamo intorno alle 17.30, per finire non oltre le 22, inverte il solito ordine di servizio: si parte con i dolci (del resto è più o meno l’ora del tè) per poi passare al salato. La parola d’ordine è libertà. Abbigliamento casual, nessun obbligo di rimanere bloccati al tavolo, ciascuno spilucca o divora ciò che preferisce quando gli va. Per agevolare il tutto, il finger food la fa da padrone, ma si può trovare anche qualche insalata o altro piatto di verdure e qualche assaggio di primi. Ciascuno, appunto, è libero di offrire ai propri ospiti ciò che più lo aggrada. Anche da bere, si può passare dal vino agli smoothies fino al caffè tè caldo, soprattutto in apertura, con i dolci.

Brunch e slunch: occhio alla linea!

Ma come la mettiamo dal punto di vista nutrizionale? Il rischio di esagerare e mettere a rischio la linea c’è, ma molto dipende anche da noi e dalla nostra capacità di autocontrollo. Perché se avere tante prelibatezze a portata di piatto può farci cadere in tentazione, soprattutto a partire dai dolci, con un po’ di attenzione e buona volontà possiamo sfruttare queste nuove abitudini alimentari (brunch compreso) a nostro vantaggio.

Per esempio, da sempre i nutrizionisti sottolineano l’importanza di un’abbondante colazione e, allo stesso tempo, di mantenersi leggeri a cena, evitando di consumarla troppo tardi. Così un brunch in tarda mattinata ci darà tutte le energie di cui abbiamo bisogno, sventando il rischio di fare due pasti ravvicinati o cedere a qualche invitante fuori-programma. Allo stesso modo, lo slunch aiuterà ad anticipare la cena e, se facciamo attenzione a non esagerare, anche a mantenerci leggeri.

Perché in questo tipo d’invito sono banditi i classici spezza-fame ad alto contenuto calorico come patatine e salatini, mentre dovrebbe essere sempre possibile trovare appetitosi stuzzichini a basso contenuto energetico. E poi avere a disposizione tè e spremute ci mette già al riparo dai caloricissimi cocktail, difficili da evitare nell’ormai un po’ superato happy hour. In più, se stiamo cercando di stare a dieta, possiamo comunque goderci la compagnia degli amici senza trovarci costretti al tavolo di un ristorante a guardare con invidia gli altri che mangiano di gusto.

Il brunch e lo slunch perfetti

In ogni caso, come sempre, la giusta regola è la moderazione. I nutrizionisti consigliano quindi di riservare brunch e slunch al weekend o ai giorni di festa e di non farli diventare un’abitudine.

In più, quando ci troviamo di fronte al buffet, il consiglio per non prendere qualche chiletto di troppo è di scegliere condimenti leggeri (quindi sì a olio d’oliva, salsa di soia, spezie ed erbe aromatiche, no al burro), verdure, pesce (meglio se alla griglia o al vapore), e frutta. Da evitare, invece, il pane – in caso optate per quello integrale o le gallette di mais –, gli alcolici e le bevande gasate.

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13/08/2013

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