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Il digiuno terapeutico: una cura per quali malattie?

Numerosi studi, condotti soprattutto su animali, hanno dimostrato che il digiuno può avere un effetto terapeutico su alcune malattie: sembra che come complemento dei trattamenti abituali possa migliorare in modo significativo lo stato di salute. Cancro, malattie cardiovascolari, diabete, malattie infiammatorie e digiuno… Doctissimo fa il punto delle conoscenze attuali sull’argomento.

Il digiuno terapeutico
© Getty Images

Perché il digiuno è ufficialmente riconosciuto come terapia in alcuni paesi e in altri no? Il motivo è la scarsa ampiezza degli studi condotti sull’argomento: indagini cliniche più vaste sull’uomo permetterebbero di ottenere risultati di un livello adeguato e di verificare se gli effetti del digiuno terapeutico sono a lungo termine e, nel caso in cui i risultati siano significativi, quale protocollo medico potrebbe essere attuato per una determinata malattia.

Digiuno terapeutico e cancro

Sembra che il digiuno terapeutico abbia un ruolo nella prevenzione del cancro e delle eventuali recidive, e si ritiene anche che possa essere efficace come trattamento coadiuvante in associazione alle terapie anti-cancro convenzionali. Studi condotti sugli animali dal biochimico americano Valter Longo, all'Università della California (Los Angeles1), hanno infatti dimostrato che brevi periodi di digiuno inducevano una riduzione del processo tumorale e aumentavano la sensibilità delle cellule cancerose alla chemioterapia, oltre a ridurre la sensibilità delle cellule sane allo stress.

Questo effetto (che, non va dimenticato, è stato osservato sull’animale) dipenderebbe dal fatto che il digiuno blocca i fattori di crescita tumorale: la quantità di glucosio, il carburante prediletto delle cellule cancerose, e di insulina si riduce molto nei tessuti di una persona che digiuna, causando quindi una diminuzione del tasso di IGF1 (i fattori di crescita tumorale, insulino-simili) e rendendo la cellula cancerosa più vulnerabile alla chemioterapia. Le cellule sane, invece, entrano in regime di "sopravvivenza" abbassando il dispendio energetico. Ciò spiegherebbe la riduzione degli effetti secondari della chemioterapia (stanchezza, nausee, diarrea)…

È in corso un ampio studio su soggetti con cancro, sottoposti a brevi periodi di digiuno durante la chemioterapia; i primi risultati saranno pubblicati nel 2014. In ogni caso, se gli studi condotti sull’uomo dimostrano l’efficacia terapeutica del digiuno, sarà necessario chiarire molti aspetti prima di poterlo considerare un possibile trattamento per il cancro. 

È possibile determinare in anticipo i profili delle persone idonee ad avere benefici da un digiuno terapeutico come terapia coadiuvante del cancro? Quale dovrebbe essere il protocollo? Quale sarebbe la durata ottimale di un digiuno per una persona affetta da cancro? Quali sono gli integratori, vitaminici e minerali, che potrebbero agire in sinergia con il digiuno come terapia coadiuvante del cancro? Sono tutte domande ancora senza risposta, ma molto importanti, considerato che nel caso di questa malattia i trattamenti possono causare gravi fenomeni di denutrizione.

Digiuno terapeutico, obesità e diabete

Secondo le ultime ricerche mediche2, il digiuno determina una perdita di peso, che però si mantiene solo se la cura è seguita da un regime dietetico. Sembra inoltre che in caso di obesità dei digiuni brevi e ripetuti (i cosiddetti digiuni frazionati) rappresentino il sistema migliore per contrastare il sovrappeso.

Altri studi, non ancora conclusi, condotti da Andreas Michalsen all’ospedale della Carità di Berlino su soggetti umani, sono dedicati al trattamento della sindrome metabolica. Secondo quanto emerge dai risultati, sembra che il diabete di tipo II possa essere contrastato con il digiuno e che dopo vari cicli di digiuno alcune persone possano addirittura sospendere il loro trattamento. La spiegazione addotta è che il digiuno aumenterebbe la sensibilità all’insulina. 

Anche in questo caso è necessario attendere la pubblicazione definitiva dell’équipe di Andreas Michalsen prima di qualunque affermazione. Per poter sostenere che il digiuno può rappresentare una terapia per il diabete di tipo II mancano ancora studi condotti su gruppi di dimensioni significative e un follow-up a lungo termine dei pazienti.  

Digiuno terapeutico e malattie infiammatorie

Una meta-analisi di 31 studi3 ha fatto il punto delle conoscenze attuali sugli effetti anti-infiammatori del digiuno. I meccanismi che spiegano questa azione sono complessi e ancora sconosciuti. La meta-analisi delle 31 pubblicazioni ha ridimensionato gli effetti del digiuno, evidenziando che sono di breve durata e che l’infiammazione e i sintomi che l’accompagnano si ripresentano gradualmente dopo l’interruzione del digiuno. 

Altri due studi4, invece, hanno dimostrato che, anche se il digiuno ha un valore terapeutico limitato, il miglioramento della malattia attraverso il digiuno incoraggerebbe i pazienti a seguire una dieta restrittiva e quindi a prolungare i potenziali effetti anti-infiammatori del digiuno.   

Digiuno terapeutico e sindrome del colon irritabile

Vari studi5 si sono concentrati sugli effetti del digiuno sulla sindrome del colon irritabile, dimostrando che il digiuno migliori significativamente i disturbi funzionali dell’intestino. Anche in questo caso, tuttavia, i meccanismi d’azione restano sconosciuti. Le ipotesi avanzate? Una modificazione della sensibilità viscerale e del sistema immunitario intestinale, o una riduzione dell’attività allergica (dovuta all’esclusione degli alimenti potenzialmente irritanti). Per provare la reale efficacia del digiuno, anche questo caso si attendono studi clinici su scala più vasta e condotti sull’uomo.  

Il digiuno e le malattie psichiche

Studi condotti dallo psichiatra russo Nikolaev negli anni 1960-1980 avevano già dimostrato che il digiuno migliora lo stato psichico dei pazienti affetti da stati depressivi, da certe forme di schizofrenia e da disturbi ossessivi-compulsivi (TOC). "Un numero crescente di studi6 evidenzia nell’animale una correlazione tra lo stato batteriologico dell’intestino e le condizioni psichiche", spiega Thierry de Lestrade, autore del libro Le jeûne: une nouvelles thérapie? (Il digiuno: una nuova terapia?)7. È noto che nell’intestino sono presenti 10-20 milioni di neuroni. I ricercatori ritengono che gli effetti del digiuno sullo stato psichico derivino dal fatto che il digiuno permette di mettere a riposo il sistema gastrointestinale, e quindi tutti questi milioni di cellule nervose, e di rinnovare le cellule dell’intestino. Si tratta di una teoria piuttosto vaga e non corroborata da una reale prova biologica. Per ora, quindi, siamo ancora molto lontani dal poter estrapolare questi effetti nell’uomo.

Studi più recenti8 sull'umore e la depressione avanzano un'altra ipotesi per spiegare l'effetto positivo del digiuno sulle malattie psichiche: già dall'inizio del digiuno si attiverebbero i meccanismi cellulari di resistenza allo stress. Nel corso delle sue ricerche il medico tedesco Andreas Michalsen ha osservato un aumento della produzione di dopamina durante un periodo di digiuno (effetto euforizzante) e di serotonina, chiamata altresì ormone del buonumore.

Malattie cardiovascolari e digiuno terapeutico

Sembra che il digiuno riduca i fattori di rischio cardiovascolare, tra cui l'ipertensione arteriosa. Vari studi9 avanzano l'ipotesi che un digiuno idrico sotto osservazione medica aiuti a normalizzare la pressione arteriosa, anche se non è ancora accertato se l'effetto è a lungo termine.

Uno studio retrospettivo dal 1985 al 199710, condotto su 174 pazienti affetti da ipertensione arteriosa ha evidenziato che dopo un digiuno di 10-11 giorni il 90% dei soggetti è riuscito a ridurre la pressione arteriosa. Undici pazienti sottoposti a terapia anti-ipertensiva hanno quindi potuto sospendere il trattamento farmacologico. 42 dei pazienti arruolati nello studio sono stati seguiti per un periodo di 27 settimane dopo il digiuno: i valori della pressione arteriosa erano rimasti buoni. Questi dati sono però insufficienti per affermare che gli effetti del digiuno si mantengono a lungo termine.

Un recente studio serbo condotto su un gruppo di 108 persone ha prodotto risultati simili11: i pazienti hanno digiunato per 3 settimane, hanno perso peso (in media 13 chili) ed è stata rilevata una diminuzione del tasso di colesterolo totale, di colesterolo LDL (colesterolo cattivo), di  trigliceridi e di insulina. Il digiuno ha quindi migliorato a breve termine tutti questi fattori di rischio cardiovascolare, e questo effetto sarebbe dovuto a varie cause: perdita di peso, controllo dell'iperinsulinemia e del sistema nervoso simpatico ecc.

 

Le varie ricerche sugli effetti del digiuno sulla salute, nell'ambito del trattamento di specifiche patologie, sono ancora allo stadio embrionale, e anche se molte di esse sono concordi nel sottolineare i benefici dell'associazione tra digiuno e trattamenti convenzionali, per convincere la comunità medica saranno necessari studi condotti su campioni su significativi e maggiore cautela.

 

Anne-Sophie Glover-Bondeau

1 - Lee C, Raffaghello L, Brandhorst S, Safdie FM, Bianchi G, Martin-Montalvo A, Pistoia V, Wei M, Hwang S, Merlino A, Emionite L, de Cabo R, Longo VD, Fasting cycles retard growth of tumors and sensitize a range of cancer cell types to chemotherapy..Sci Transl Med. 2012 Mar 7;4(124):124
2 - Johnstone AM, Fasting: the ultimate diet?  Obes Rev. 2007 May;8(3):211-22
Beleslin B, Cirid J, Zarkovid M, Vujovid S, Trbojevid B, Drezgid M, The effects of three week fasting diet on blood pressure, lipid profile and glucoregulation in extremely obese patients. Srp Arh Celok Lek.2007 JuAug;135
Tančić-Gajić M, Vujović S, Vukčević M, Ivović M, Drezgić M, Marina L, Stojanović M, Arizanović Z, Nenezić A, Micić D.Effects of alternate fasting or very low calorie diet and low calorie diet on metabolic syndrome in severely obese patients. Hippokratia. 2012 Oct;16(4):335-41.
3 - Müller H, de Toledo FW, Resch KL. Fasting followed by vegetarian diet in patients with rheumatoid arthritis: a systematic review. Scand J Rheumatol. 2001;30(1):1-10.
4 - Sköldstam L, Larsson L, Lindström FD. Effect of fasting and lactovegetarian diet on rheumatoid arthritis. Scand J Rheumatol. 1979;8(4):249-55
5 - Kanazawa M, Hongo M, Fukudo S. Fasting therapy for functional gastrointestinal Disorders Elsevier. International Congress Series, Volume 1287, April 2006, p 309-312.
Kanazawa M, Fukudo S, Effects of fasting therapy on irritable bowel syndrome. Int J Behav Med. 2006;13(3):214- 20.
Kano M, Fukudo S, Kanazawa M, Endo Y, Narita H, Tamura D, Hongo M, Changes in intestinal motility, visceral sensitivity and minor mucosal inflammation after fasting therapy in a patient with irritable bowel syndrome. J Gastroenterol Hepatol.2006 Jun;21(6):1078-9.
Kjeldsen, Kragh J, Rheumatoid arthritis treated with vegetarian diets. Am J Clin Nutr. 1999 Sep;70(3 Suppl):594S-600S.
6 - Collins SM, Bercik P. The relationship between intestinal microbiota and the central nervous system in normal gastrointestinal function and disease. Gastroenterology 2009; 136(6): 2003-14.
Diaz Heijtz, R., et al. Normal gut microbiota modulates brain development and behavior. January 31, 2011, doi: 10.1073/pnas.1010529108 PNAS January 31, 2011
7 - Interview de Thierry de Lestrade, 6 septembre 2013/Thierry de Lestrade : "Le jeûne, une nouvelle thérapie?", La Découverte/Arte Editions, 2013
8 - Fond G, Macgregor A, Leboyer M, Michalsen A. Fasting in mood disorders: neurobiology and effectiveness. A review of the literature. Psychiatry Res. 2013 Jan 14. doi:pii: S0165-1781(12)00815-3. 10.1016/j.psychres.2012.12.018
9 - Goldhamer AC, Lisle DJ, Parpia B, Anderson SV, Campbell TC.Medically supervised Water only fasting in the treatment of hypertension.J Manipulative Physiol Ther, 2001, Jun;24(5):335-9.
Goldhamer AC. Initial cost of care results in medically supervised water-only fasting for treating high blood pressure and diabetes.J Altern Complement Med, 2002 Dec;8(6):696-7
Goldhamer AC, Lisle DJ, Sultana P, Anderson SV, Parpia B, Hugues B, Campbell TC.Medically supervised water-only fasting in the treatment of borderline hypertension. J Altern  Complement Med, 2002 Oct;8(5):643-50.
10 - Goldhamer AC, Lisle DJ, Parpia B, Anderson SV, Campbell TC. Medically supervised water only fasting in the treatment of hypertension .J Manipulative Physiol Ther, 2001Jun;24(5):335
11 - Beleslin B, Cirid J, Zarkovid M, Vujovid S, Trbojevid B, Drezgid M, The effects of three week fasting diet on blood pressure, lipid profile and glucoregulation in extremely obese patients. Srp Arh Celok Lek.2007 JuAug;135

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17/12/2013

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