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I crudisti

Da Hollywood si è diffuso in tutti gli Stati Uniti e adesso si prepara a conquistare anche l’Italia. Stiamo parlando del crudismo, o raw foodism, un regime alimentare che prevede alimenti in maggioranza crudi o comunque cotti a temperature che non superano i 40 gradi. Come nasce il crudismo? In cosa consiste una dieta crudista? La carne ne è esclusa? Doctissimo ti svela tutto ciò che c’è da sapere sul crudismo.

Il crudismo
© Getty Images

Le origini del crudismo risalgono agli uomini primitivi che, prima della scoperta del fuoco, mangiavano tutti alimenti crudi. Anche in periodi successivi alcune tribù, piuttosto che personaggi storici come Gandhi, pare tenessero questo regime alimentare. Nell’Ottocento Sylvester Graham negli Stati Uniti teorizzava che un’alimentazione a base di cibi crudi potesse aiutare a combattere il colera, e più tardi in Svizzera Maximilian Bircher-Benner, medico e inventore del muesli, teorizzò i benefici di una dieta crudista dopo essere guarito dall’ittero mangiando solo mele crude. Oggi, quando si parla di crudismo si fa riferimento a un’ampia gamma di diete, che hanno come punto comune la temperatura massima di cottura, ma possono essere persino molto diverse tra loro.

Tre tipi di crudismo

Non di rado il crudismo viene associato a un regime alimentare vegetariano se non vegano. In realtà queste sono solo due possibili vie per praticare il crudismo, che può anche essere onnivoro. Il crudista vegano mangia solo alimenti di origine vegetale crudi o cotti a temperature basse per non rovinare gli enzimi e i nutrienti in esse contenuti. Anche l’etichetta di crudista vegano contiene al suo interno approcci alimentari che possono avere notevoli differenze. Ad esempio i fruttariani si nutrono solo di frutta mentre i “juicearians”, sostengono una dieta basata su succhi di vegetali crudi. Il crudista vegetariano si nutre anche di derivati animali, come le uova, il latte e il miele ma solo al crudista onnivoro è consentito mangiare anche carne e pesce. La carne, però, sarebbe meglio non provenisse da allevamenti, ma si trattasse di selvaggina o di animali allevati in libertà. Un esempio del crudista onnivoro è la variante crudista della paleodieta, un regime alimentare basato sui cibi consumati dai nostri antenati prima che iniziassero a praticare l’agricoltura. In quest’ultimo regime alimentare sono esclusi i cereali, il latte e i legumi, rendendolo quindi povero di carboidrati e calcio.

Vantaggi del crudismo

Se l’uomo ha inventato il fuoco perché non usarlo in cucina? Secondo i sostenitori del crudismo i benefici di questo regime alimentare sono indubbi. Molti, infatti, sostengono che l’alimentazione originaria dell’uomo non prevedeva cibi cotti, per cui il loro consumo è una forzatura. D’altronde in natura gli altri animali mangiano solo cibi crudi. La motivazione principale addotta dai crudisti, però, è che la cottura distruggerebbe gli enzimi e alcuni nutrienti contenuti negli alimenti. Temperature superiori ai 50 gradi, infatti, annienterebbero le sostanze enzimatiche, alcune della quali aiutano l’organismo a digerire gli alimenti. Tra i nutrienti, come esempio, si pensi alla vitamina C, che passa nell’acqua di cottura durante l’ebollizione, spesso poi buttata a fine cottura. Anche le vitamine liposolubili, come la A, vengono perse durante la cottura: in 10 minuti a 180 gradi un alimento può perdere totalmente la vitamina A.

Svantaggi del crudismo

La dieta crudista, però anche ha anche degli svantaggi importanti. Se è vero che l’uomo primitivo mangiava alimenti crudi, millenni di evoluzione ci hanno portato a essere molto diversi dai nostri antenati, apparato digerente incluso. Con gli enzimi e alcuni nutrienti, la cottura uccide anche i microrganismi contenuti negli alimenti. Come sa bene chi ha avuto una gravidanza, alcuni alimenti possono essere molto pericolosi per la salute se non sottoposti a cottura. Un esempio è il latte crudo non pastorizzato, di cui in Italia è legale la vendita, ma è necessario bollirlo prima di consumarlo, come l’etichetta deve riportare per legge. Il latte crudo, infatti può causare salmonella, diarrea emorragica e danni ai reni. Come ricordano gli esperti del CRA-NUT, istituto che tra i suoi compiti ha proprio la prevenzione delle malattie legate all’alimentazione, anche la carne, il pesce, le uova e alcune verdure possono essere causa di gravi infezioni se consumati crudi. Premesso che ognuno, una volta cosciente dei rischi, può scegliere l’alimentazione che preferisce, è pur vero che la perdita di qualche nutriente è ben poca cosa in confronto al pericolo di contaminazioni microbiche.

Giuditta Danzi

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02/12/2014
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