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Il doggy bag

Fino a qualche tempo fa uscire dal ristorante con gli avanzi del pasto in un sacchetto, non era considerato un gran bel gesto. Fortunatamente i costumi cambiano e in tempo di crisi conservare gli avanzi per consumarli il giorno dopo sta diventando una tendenza anche nel Belpaese. La praticità antispreco anglosassone da oggi è made in Italy.

Doggy bag
© Getty Images

Una “doggy bag” non è una borsa in cui mettere dentro un cane né una borsa che ha la forma di un animale, ma l’espressione –nata in suolo anglo-sassone- richiama la pratica positiva per le tasche e per la sostenibilità ambientale di mettere da parte il cibo avanzato al ristorante e portarlo a casa, che esista o meno un cane da sfamare. Cibo che è stato pagato e di buona qualità, perché buttarlo nel secchio dell’immondizia?

Chiedi una doggy bag

L’espressione “doggy bag” è traducibile in “busta per il cane”, anche se oggi sempre più persone ammettono di richiedere la doggy bag per se stessi e non per l’animale domestico. Basta esprimere al cameriere il desiderio di portare a casa gli avanzi; si provvederà a togliere dal piatto ciò che è rimasto del pasto e lo si travaserà in un altro contenitore, generalmente vaschette di alluminio o avvolto in cellophane e stagnola, per poi riporlo in una bustina. Inoltre, debitamente confezionato, non si correrà il rischio di macchiare abiti o mezzi di trasporto.

I vantaggi della tendenza

Secondo la ricerca condotta da Sitcom Editore su un campione di 937 italiani e 118 ristoranti in occasione della presentazione dell'edizione 2010 della guida enogastronomica “La Gola in Viaggio”, quattro italiani su dieci portano a casa il cibo che non finiscono al ristorante (1). Bando a bon ton d’altri tempi, tra le motivazioni alla base della larga diffusione anche in Italia di un fenomeno che oltreoceano imperversa da anni, dominano la possibilità di eliminare gli sprechi di cibo e bevande e il pensiero consolatorio di usufruire anche il giorno dopo di un piatto da gournet. Spesso si va al ristorante più per il piacere di stare assieme che per la voglia di mangiare. Quante volte il lauto pasto rimane nel piatto perché finisce la capienza dello stomaco o non si vuole fare indigestione. Grazie alla doggy bag, sarà possibile gustare le prelibatezze dello chef quando l’appetito sarà maggiore e il pasto doppiamente gradito.

La conservazione degli avanzi

La conservazione degli avanzi deve essere effettuata in contenitori chiusi, separando l’eventuale primo dal secondo, i cibi cotti da quelli crudi - anche nel caso di vegetali-, e gli alimenti crudi dai “ready to eat” (ovvero pronti al consumo, ad esempio salumi, formaggi, latte..). Come ricorda l’INRAN, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, gli avanzi in frigorifero vanno riposti in piccole porzioni ed è sconsigliato riscaldare lo stesso cibo più di una volta (2). Inoltre, per proteggersi dai microrganismi, è fondamentale scaldare correttamente il cibo, aspettando che esso diventi caldo all’esterno ma soprattutto all’interno, dato che la maggior parte di questi agenti patogeni non sopravvive a temperature superiori ai75°C.

L’igiene alimentare

Attualmente si conoscono oltre 250 malattie trasmesse da alimenti, ottimo terreno di crescita di microrganismi come batteri, muffe, virus e parassiti. Seguendo semplici consigli, si eviteranno grossi fastidi. La sicurezza alimentare è, infatti, una questione cui bisogna fare attenzione. Il consumatore deve essere prudente, distinguendo gli alimenti che mantengono invariate le loro proprietà da quelli che invece rischiano di diventare tossici se consumati a distanza di tempo. In genere la prima buona norma è quella di consumare il cibo subito dopo la cottura; nel caso di avanzi, invece, i cibi cotti vanno raffreddati a temperatura ambiente e protetti dai microbi dell’ambiente esterno. Gli alimenti più facilmente aggredibili da parte dei microrganismi e che permettono lo sviluppo delle specie patogene sono quelli detti “deperibili”, che comprendono: carne, pesce, molluschi, latte, uova ed ortaggi, sia freschi che cotti, ecco che bisogna fare attenzione a cosa riporre nella doggy bag.

Cosa metto nella doggy bag?

Sì ai cibi che hanno subito un processo di cottura e verranno cotti nuovamente prima di essere consumati. Prediligete gli alimenti, quali formaggi stagionati, frutta molto acida (ananas, ciliegie, lamponi, mirtilli, pompelmi, limoni, ecc.), salumi e vino, che presentano una conservabilità maggiore rispetto ad altri. Evitate, se ci riuscite, di portare a casa gli sfiziosi antipasti, in genere sono preparati con largo anticipo e molti sono conditi con salsine che non si mantengono per troppo tempo. Non mettete nella doggy bag alimenti crudi salati e dolci, perché non necessitano cottura e quindi sarebbe impossibile sterminare gli eventuali microrganismi che nel frattempo si sono formati. Una consolazione? Il dessert ricco di zuccheri semplici va bene, purché si consumi a colazione!

Occhio alla stagione!

È sconsigliato conservare certi cibi in determinate stagioni. Un esempio? Il tiramisù –dolce tanto amato dagli italiani- durante la stagione estiva è meglio lasciarlo al ristorante e non portarlo a casa. D’estate, infatti, è più facile che il cibo vada a male, in quanto i valori ottimali di crescita di microrganismi sono intorno ai 37°C. Gli ingredienti principali del tiramisù sono uova e mascarpone e assieme, complice la temperatura elevata, potrebbero giocare un brutto scherzo.

Aspettate che il caldo passi per deliziarvi con il tiramisù… prêt-à-manger! (3)

 

Fonti:

(1)  http://www.sitcom.tv/Content.mvc/Node/ristoranti-gli-italiani-scoprono-la-doggy-bag

(2)  http://www.inran.it/files/download/linee_guida/lineeguida_10.pdf

(3)  Consigli della dietista dott.ssa Ylenia Brafa

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18/10/2011
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