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Mangiare gli insetti

Vermi della farina, grilli, api... potrebbero presto ritrovarsi nei menu dei nostri ristoranti, sugli scaffali dei nostri mercati e perfino nei nostri piatti. Nutrienti, ecologici, mangiare insetti non sarebbe una cattiva idea. Siete pronti ad assaggiarli?

Gli insetti, il cibo del futuro
© Getty Images

Nel mondo due milioni di persone praticano già l’entomofagia (il consumo di insetti dall’Uomo), sia per necessità sia per abitudine culturale. Questa alimentazione è soprattutto diffusa in Africa e in Asia. Se nel mondo occidentale la pratica sembra piuttosto riservata ai partecipanti dei reality show, potrebbe accadere in un prossimo futuro, che mangiare insetti non sia più così incongruo. In effetti, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per la nutrizione e l’agricoltura (Food and Agriculture Organization o FAO) ha appena lanciato un programma che mira ad incoraggiare la produzione (e il consumo!) a grande scala di insetti commestibili.

Mangiare insetti, ecologico e nutriente

Nel 2030 saremo più di 9 miliardi di esseri umani sulla Terra. La pressione sull’ambiente per sfamare tutte queste bocche sarà enorme, come spesso sottolineano gli scienziati. Per tentare di ridurre questo impatto ambientale e rispondere ai bisogni di tutta l’umanità in proteine animali, la FAO ha dunque scelto di indirizzarsi verso gli insetti. Perché? Perché questi piccoli animali sono interessanti dal punto di vista nutrizionale, economico ed ecologico.

Gli insetti sono buoni

Come ricorda la FAO, gli insetti sono ovunque e si riproducono rapidamente. “Hanno un basso impatto sul pianeta durante tutto il loro ciclo di vita. Possono essere elevati a partire dai rifiuti organici come per esempio i rifiuti alimentari ”, precisa l’Organizzazione. Inoltre, consumano meno cibo e acqua e richiedono meno spazio al suolo rispetto all’allevamento del bestiame tradizionale.

Gli insetti fanno bene

Se il valore nutrizionale degli insetti dipende dal loro stato di vita (larva, adulta), dal loro habitat e dalla loro alimentazione, la FAO li giudica “nutrienti”, con un “alto contenuto di proteine, grassi, acidi grassi e minerali di qualità”. Cédric Auriol, presidente di Micronutris, società francese produttrice di insetti "made in France", stima che "le proteine degli insetti sono più qualitative delle proteine vegetali". Un integratore alimentare che potrebbe essere significativo, soprattutto per "i bambini denutriti".

Entomofagia : quale insetto scegliere ?

La FAO elenca sul suo sito gli insetti commestibili disponibili sul pianeta. Ne esistono non meno di 1900 specie. È in Asia, in Africa e in America Latina che troviamo le popolazioni più entomofaghe. Ma che non ci si sbagli, gli insetti non sono il “cibo di poveri”. “Per esempio, il grillo è più caro della carne in Asia” commenta l’imprenditore di Micronutris. E la FAO ricorda: “Nella maggior parte dei paesi dove costituiscono un alimento di base, gli insetti sono consumati per il loro gusto e non perché non c’è nessun altra fonte di nutrimento disponibile”.

Secondo i dati attuali, gli insetti più correntemente consumati sono i coleotteri,i grilli e le cicale, le cocciniglie e le hemiptere, le termiti, le libellule e le mosche.

Diventare entomofago, si impara

La FAO afferma che non c’è "nessun caso noto di trasmissione di malattie o parassiti per il consumo di insetti (a condizione che questi ultimi siano gestiti nelle stesse condizioni di igiene di tutti gli altri alimenti)".

"Il rischio è lo stesso per tutti gli alimenti", precisa Cédric Auriol. "Per esempio, se gli insetti freschi sono mal conservati, si può avere uno sviluppo di batteri". Da qui l’importanza di rispettare la data limite di utilizzo ottimale (DLUO) o di optare per dei “prodotti secchi” (tostati o in polvere) , “molto più stabili nel tempo rispetto ai prodotti freschi”, precisa il dirigente di Micronutris.

E come non raccogliamo un fungo qualunque nella foresta, non ci divertiamo nemmeno a catturare il primo insetto che vola. La conoscenza degli europei riguardo gli insetti è fin troppo debole (per non dire inesistente) per rischiare di cacciare insetti per il consumo personale. “Non lasciamo nemmeno i bambini raccoglierli per terra”, insiste Cédric Auriol.

Va sottolineato che con il consumo di insetti possono presentarsi casi di allergie, paragonabili alle allergie ai crostacei, che sono ugualmente degli invertebrati.

Gli insetti commestibili: come mangiarli?

Avere voglia di assaggiare gli insetti o addirittura cucinarli, è un bene. Bisogna però sapere come prepararli. “Si possono consumare in sostituzione della pancetta, aggiunti ad un sugo al pomodoro. Si possono macinare o possiamo cospargere la farina di vermi disidratati sui piatti”, elenca Cédric Auriol, che vende sul suo sito grilli tostati, polvere di farina di vermi,,,o meglio ancora cioccolato agli insetti. Dal canto suo la FAO fornisce anche qualche idea di preparazione : consumare i propri insetti interi o ridotti in polvere, nella pasta e uniti ad altri alimenti.

Inoltre il presidente di Micronutris, ricorda che questi piccoli esseri hanno un vero potere saziante : “Si stima che 40 g di grilli freschi apportino la stessa sensazione di sazietà di 100 g di bistecca”. E così gli insetti riempiono !

Gli italiani e gli insetti

In Italia l’entomofagia è molto spesso un tabù. “Mangiare insetti è estraneo alla nostra cultura” afferma la Coldiretti che chiede “investimenti nell’agricoltura delle diverse realtà del pianeta per combattere la fame”. Ma l’entomofagia non è poi così lontana dalla nostra cultura: in Italia, ricorda l’organizzazione degli agricoltori, sopravvivono alcuni esempi di formaggi prodotti con insetti come il pecorino “marcetto”, il formaggio “saltarello”, il “formai nis” e il “casu marzu”, un pecorino sardo colonizzato dalla mosca casearia.

I numeri degli insetti

• 2 kg di alimenti sono necessari per produrre 1 kg di insetti, contro 8 kg per i bovini
• I suini producono gas a effetto serra da 10 a 100 volte di più rispetto agli insetti
• Più di 1900 specie di insetti commestibili sono consumati nel mondo
• Le 3 famiglie di insetti più consumate al mondo sono : i coleotteri (più di 30 specie commestibili al mondo) ; i bruchi (più di 15 specie) ; gli imenotteri (più di 10 specie)

Fonte : FAO 2013, Jongema, 2012

Jessica Xavier
Sara Pietrolonardo 

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29/07/2013

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