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Oli essenziali in cucina: un concentrato di sapori

Tutti conoscono gli oli essenziali per il loro utilizzo nel campo del benessere e della bellezza. Ora entrano a far parte anche dei nostri piatti: oli essenziali di basilico, bergamotto, lavanda fanno capolino nella cucina degli chef più creativi e sulla tavola dei buongustai più innovativi. Cucinare con gli oli essenziali, un tocco di novità che dà sapore a ogni pietanza.

Gli oli essenziali in cucina
© Getty Images

La cucina con gli oli essenziali inizia a far parlare di sé. Naturale, saporita e poco calorica, offre molti vantaggi. Occorre però saperla anche dosare. Per trarre il massimo vantaggio da questa nuova tendenza, qualche spiegazione è d’obbligo.

Nutrienti e usi degli oli essenziali in cucina

Non cercare qui un qualche interesse nutrizionale. Gli oli essenziali non ne hanno. “Non contengono alcun nutriente: niente vitamine, niente lipidi, niente acidi grassi. E non apportano niente d’interessante dal punto di vista nutrizionale”, spiega Julien Kaibeck, aromaterapeuta. Le persone attente alla linea, tuttavia, saranno felici di sapere che una piccola goccia di oli essenziali procura solo 2 calorie, una goccia d’acqua nell’oceano delle 2000 kcal giornaliere raccomandate. In compenso, gli OE sono interessanti in caso di dieta perché la loro potenza gustativa permette di limitare l’apporto di sale, zuccheri e grassi che tendiamo ad aggiungere per dare “gusto” agli alimenti.

Gli oli essenziali offrono anche altri vantaggi, come sottolinea Julien Kaibeck: “Hanno un interesse gustativo, olfattivo e salutare.” E non dimentichiamo che costituiscono un’ottima alternativa agli aromi artificiali. Perché la forza degli oli essenziali in cucina, naturalmente, è la loro capacità di aromatizzare molti piatti con dosi piccolissime.

Cucinare con gli oli essenziali: quantità e miscele

Gli oli essenziali sono estremamente concentrati. È quindi importante utilizzare dosi molto piccole per evitare che i piatti diventino immangiabili, ma soprattutto per prevenire “qualunque tossicità”, avverte l’aromaterapeuta.

“Parliamo di pochissime gocce”, spiega Julien Kaibeck. “Se vogliamo profumare un olio vegetale di colza per esempio, ci limiteremo a una goccia di olio essenziale per dieci cucchiai di olio. Per 100 ml di olio d’oliva, sono sufficienti 5 gocce al massimo!”

Inoltre, bisogna prestare attenzione alla quantità di olio essenziali consumato a ogni pasto. “Se non facciamo parte delle popolazioni a rischio, possiamo permetterci di consumarne un po’. Ma non bisogna superare una o due gocce al giorno.” Inoltre l’esperto mette in guardia i principianti: “Quando si comincia a cucinare con gli oli essenziali, è preferibile ridurre le dosi e ricordarsi che, prima di lanciarsi nella preparazione di miscele, occorre avere un minimo di esperienza e conoscenza.”

In sintesi, per evitare qualsiasi rischio di intossicazione, bisogna rispettare le dosi, evitare di fare miscugli e scegliere prodotti di buona qualità

Oli essenziali in cucina: qualche raccomandazione

“Per l’alimentazione bisogna cercare oli essenziali di ottima qualità con etichetta che garantisca che sono stati analizzati a livello biochimico. Meglio scegliere sempre oli essenziali riportanti l’etichetta OECT (Olio Essenziale Chemiotipizzato) o OEBDD (Olio Essenziale Botanicamente e Biochimicamente Definito), per essere certi che si tratti di oli essenziali puri al 100%”, chiarisce l’esperto. Il bio resta una garanzia supplementare, anche se Julien Kaibeck precisa: “se hanno una di queste due etichette, gli oli essenziali non bio comunque non contengono pesticidi”. Alcune categorie di persone, tuttavia, non possono assumerli. Si tratta delle donne incinte o che allattano, delle persone epilettiche e dei bambini sotto i 6 anni.

Altro consiglio del nostro esperto: “Evitare gli oli essenziali che contengono chetoni, molecole neurotossiche. I chetoni si trovano negli oli essenziali di salvia officinale, di menta piperita, di rosmarino verbenone e di lavanda aspide.” Tenuto conto di queste poche precauzioni, se nel tuo beauty hai oli essenziali etichettati, la buona notizia è che puoi utilizzarli in cucina! “Sono gli stessi oli essenziali usati nel campo del benessere e in cucina. L’olio essenziale di rosmarino, per esempio, di solito usato contro l’acne, può benissimo accompagnare un pollo arrosto!”, scherza l’aromaterapeuta. Infine, Julien Kaibeck ricorda che cucinare con gli oli essenziali è un fenomeno nuovo: “Gli oli più utilizzati per il momento sono soprattutto i classici aromatici. Alcuni cuochi e gastronomi, però, utilizzano anche gli oli essenziali di lavanda, di ylang ylang, di finocchio o di geranio.”

Cucina con oli essenziali: istruzioni per l’uso

Dosati con parsimonia, gli oli essenziali profumano piacevolmente sia i piatti dolci che quelli salati. Il nostro esperto offre qualche suggerimento a chi volesse cimentarsi con questa cucina moderna: “Si può aggiungere dell’olio essenziali d’ylang ylang a un olio di nocciola, o per profumare il gelato, o un carpaccio di pesche. Gli oli essenziali di arancia, clementina o mandarino sono perfetti per dolci e torte. Si possono utilizzare anche con il pesce, sulla pizza, nella vinaigrette, nella maionese…”. Miele, zucchero, sciroppo d’agave, sciroppo d’acero, impasto per le crêpe, latte, cioccolato fuso… possono essere tutti aromatizzati con oli essenziali puri e naturali. Un modo per dar loro un tocco di originalità che i tuoi invitati saranno felici di scoprire.

Le possibilità appaiono infinite, ma presta attenzione quando aggiungi l’olio alle tue preparazioni. Gli oli essenziali sono infatti nemici della cottura, come precisa Julien Kaibeck: “A contatto con il calore, la composizione molecolare degli oli essenziali cambia e possono diventare tossici”. Senza dimenticare che il calore ne altera il sapore e i piatti potrebbero quindi non riuscire. “L’ideale è aggiungerli sempre a fine cottura”.

Gli oli essenziali nella pratica

  • Assicurarsi di aver acquistato un olio essenziali adatto al consumo alimentare.
  • Mescolare l’olio a una materia grassa: olio di oliva, di colza, di noce, di sesamo, maionese, tuorlo d’uovo, panna da cucina…
  • Si può incorporare l’olio direttamente in una salsa.
  • Nei piatti caldi, aggiungerlo a fine cottura. Se si aggiunge l’olio essenziale direttamente in un piatto, calcolare una goccia a porzione. In quel caso non superare mai le 5 gocce.

Fonti:
Julien Kaibeck, aromaterapeuta, consulente Pranarom e insegnante al Collège International d’aromathérapie Dominique Baudoux
2- Revelessence

Idea ricetta con gli oli essenziali

Aromatizzare lo zucchero semolato: aggiungere una goccia di olio essenziale per 50 grammi di zucchero circa. Potrai consumarlo secondo le tue abitudini, con questo piccolo tocco di sapore in più.
 Allo stesso modo puoi dare risalto anche al gusto del miele: basta 1 goccia in un vasetto da 130 grammi.

Preparare un olio per il condimento: aggiungere 4 gocce di olio essenziale in ½ litro di olio vegetale di tua scelta. Quest’olio aromatico potrà essere utilizzato in seguito per variare il gusto delle tue insalate.

 

Fonte: Recettes Revelessence

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14/01/2014
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